Trump

Aveva promesso di punire i lobbisti e invece recluta i loro padroni. Nulla di nuovo sotto il sole. Se non che siamo nell’era del populismo, la vittoria di Trump è stata possibile solo perché qualche fascia di classe operaia bianca lo ha votato nel Michigan, Wisconsin e Pennsylvania, facendo ribaltare di strettissima misura la bilancia del collegio elettorale in quegli Stati chiave. Gli operai si sentivano traditi dall’establishment e ora se lo ritrovano ben rappresentato nelle prime caselle dell’organigramma. Ma in fondo l’elettorato popolare che ha scelto Trump ha deciso di abbracciare anche la sua ricchezza e la promessa che un “imprenditore saprà gestire la nazione molto meglio dei politici e dei burocrati”.(Federico Rampini – la Repubblica del 26 novembre 2016 pag. 17)Commento: Più o meno lo stesso discorso, 25 anni or sono, degli Italiani rispetto alla discesa in campo di Silvio Berlusconi.Referendum CostituzionaleDini, De Mita, D’Alema, Berlusconi e Monti sono per il no con motivazioni false e penose.Per Dini Renzi è un premier “non eletto” e lui cosa era?Poi ha rincarato la dose: «Avete presente cosa ha detto la figlia di Cementano? Non capisco molto, ma voto No perché non mi fido di Renzi? Ecco, quello dovrebbe essere lo slogan del No».Il rottamato che non si rassegna, Massimo D’Alema spara a zero: «Il fronte del Sì è minaccioso, il clima è intimidatorio, se vince il Sì Verdini entra al governo e nasce il partito di Renzi; gli anziani votano la riforma perché non la capiscono…».Mario Monti il tecnico (?) che non capisce un cazzo di politica gioca a fare il furbetto, l’espertone, il benaltrista: tutto come da sgualcito copione.Silvio Berlusconi se ne era stato quasi zitto, ma purtroppo ha dovuto (?) timbrare il cartellino del No e allora ha snocciolato una serie di contraddittorie sciocchezze e fesserie che è veramente raro ascoltare, tale da lasciare sbigottita persino la brillante Barbara D’Urso sua imbarazzata damigella mediaset.Questi signori fanno pena! Il pensare che sono stati presidenti del consiglio e hanno determinato la politica per anni mette letteralmente i brividi!Il livello culturale e umano delle persone si rivela pienamente non quando sono nel pieno delle loro attività, ma quando le lasciano e non riescono a voltar pagina in modo dignitoso e si sentono investiti del ruolo di eminenza grigia: lì casca l’asino.Lo scrittore Antonio Pennacchi si tura il naso e vota Sì tra snobismi di basso livello, altri uomini di cultura invece pure, altri voteranno No; Cesare Romiti non si pronuncia, ma gioca a fare il Bartali della classe dirigente, il salvatore della Patria e lascia intendere un certo fastidio per l’idillio fra Renzi e Marchionne, come se non fosse sempre stata la cifra della Fiat quella di andare a braccetto col Governo: al di là del Sì o del No, che stupisce sono gli argomenti. Sembra di essere al bar-cult, una sorta di bar-sport sciacquato in Arno.Dichiarata incostituzionale la riforma della pubblica amministrazioneLa Corte Costituzionale interviene con perfetto tempismo per “sputtanare” una importante riforma promossa dal governo Renzi operando un perfetto assist alla campagna per il No all’insegna del “non sanno fare le riforme, è tutto un gran casino”. In realtà il casino è nell’attuale Costituzione che assegna enormi poteri alle Regioni rendendo ingovernabile lo Stato e la riforma costituzionale tenta proprio di ovviare a questi inconvenienti che oltretutto hanno creato un contenzioso enorme e paralizzante fra Stato e Regioni. Ma il problema sta tutto nei poteri intoccabili: i burocrati di alto bordo. Come del resto i giudici, gli operatori scolastici, gran parte del sindacato, dell’intellighentia e della politica: non vogliono saperne di rinnovamento che inevitabilmente li tocca nel vivo e nel portafoglio. I problemi di Renzi in realtà sono questi: ha contro tutti, non perché stia sbagliando tutto, ma perché sta cercando di cambiare qualcosa.La personalizzazione della campagna referendaria sulla riforma costituzionaleDi fronte alla obiettiva, ma anche deludente, prospettiva di un voto pressappochista e spannometrico, Matteo Renzi deve aver pensato che l’unico modo per orientare la propaganda fosse quello di chiedere un Sì o un No sul rinnovamento da lui avviato con stile fattivo e concreto, pur con tutti i limiti e i difetti. Molti gli hanno detto che era un errore. Non ne sono così sicuro. L’alternativa, dal momento che il “costituzionachese” risulta piuttosto indigesto per un elettorato distratto e arrabbiato, è stata la rissa politica del tutti contro Renzi (con le più assurde e svariate puntate polemiche) e del Renzi contro tutti (con le più ardite divagazioni spettacolistiche). In un clima del genere non può che vincere il No, favorito magari da un alto astensionismo. Dalla personificazione siamo scaduti nella politicizzazione da bar (di vario tipo e livello, ma sempre di bar si tratta, dove tutti danno aria ai denti). Capisco le preoccupazioni di Napolitano e di Mattarella, ma i toni tendono comunque ad alzarsi. Tutto sommato forse era meglio lasciare che Renzi giocasse fino in fondo la partita alla sua maniera. Almeno il risultato avrebbe avuto un senso e avrebbe giustamente segnato una svolta politica in un senso o nell’altro, come tutti i referendum importanti (monarchia-repubblica; divorzio; aborto etc.). Così invece il dopo referendum sarà un esercizio politicante e comunque segnerà un balzo indietro. Basta leggere le ipotesi di scenari che si prospettano: musica per le bocche dei prezzolati commentatori politici, frastuono per le orecchie dei cittadini.Il dopo-referendumSi profila l’eventualità di un governo tecnico che si appiattirà sui desiderata del rigorismo europeo, tranquillizzerà (?) i mercati e soddisferà l’establishment dell’Europa. Non c’è che dire: una escalation tecnicistica, burocratica e rigorista, ottimo risultato per Beppe Grillo. Ma forse è proprio quel che vuole – a suon di espliciti inviti a fidarsi della pancia e non più del cervello e della mente – cioè tendere i rapporti con l’Ue, con tutti, per poi cavalcare ulteriormente e trumpamente il malessere. Bel colpo per la sinistra dem! E Salvini? Farà il verso a Grillo! E Berlusconi? Finalmente andrà a casa! L’unico risultato positivo.