CL da Ibm del cattolicesimo a santa (subito) protettrice del laicato

Un Meeting extra-large (10mila metri quadrati in più nei padiglioni della Fiera di Rimini e una sala da 10mila posti, oltre alle tante sale video-collegate) si prepara a ricevere la visita di Papa Leone XIV, il 22 agosto, alle 15. Un evento con un solo – memorabile – precedente, la visita di Giovanni Paolo II il 29 agosto 1982, che segnò la “consacrazione” di questa kermesse allora alla sua alla terza edizione. «Saranno presenti alcuni dei protagonisti di allora. Ma sarà un incontro con tutti: con i bambini, i ragazzi, gli studenti, le famiglie giovani e meno giovani. Tutti avranno la possibilità di salutarlo lungo il percorso», anticipa il presidente della Fondazione Meeting Bernhard Scholz, nella conferenza stampa che si è tenuta ieri sera, come da tradizione, a Palazzo Borromeo, sede dell’ambasciata italiana presso la Santa Sede. (“Avvenire”)

Un mio carissimo amico la chiama sarcasticamente “Comunione e disperazione” …, io mi limito ad esprimere parecchio scetticismo verso CL e ancor più verso questa annuale kermesse, che assomiglia molto alle feste di partito e un po’ meno alle giornate della gioventù e per nulla alle settimane sociali dei cattolici italiani. Non mi piacciono le adunate oceaniche autoreferenziali… Devo ammettere però che questo movimento ha fatto un suo percorso di maturazione: sempre meno collateralismo e integralismo e sempre più impegno civile e politico, sempre meno compromissione coi poteri e sempre più spirito di servizio ad intra e ad extra.

Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, nonché fondatore della Compagnia delle opere, braccio socio-economico di Comunione e Liberazione, partecipando ad un interessante convegno su “Come ridare voce alla democrazia” ha ripreso il tema dei corpi intermedi, schiacciato da un «bipolarismo basato su partiti di plastica, che non fanno i congressi, e sulla teoria dell’uomo solo al comando. In questa situazione – ha avvertito Vittadini – non serve dare più potere all’esecutivo, è al Parlamento che bisogna dare più forza. Un tempo l’80% delle leggi si facevano nelle commissioni, con il concorso di tutti». Niente male direi! Dalle pragmatiche simpatie andreottiane siamo passati alle ansie istituzionali, passando attraverso non poche disavventure.

«Gesù e i poveri (sono infatti “la stessa cosa”) siano il centro, la passione, il grande interesse di tutti i movimenti ecclesiali, quali Azione Cattolica, Focolarini, Scoutismo, Comunione e Liberazione, Opus Dei, Carismatici, Pentecostali ed altri. uesta appartenenze QQQqqqQueste appartenenze non devono essere mitizzate o esaltate e questo vale anche per i loro fondatori. Il loro scopo primo è portare coloro che ne fanno parte ad amare sempre più Gesù e i poveri» (don Luciano Scaccaglia, un caro amico pretaccio).

Mia madre da convinta credente e praticante non voleva saperne dell’adesione a gruppi e movimenti cattolici: temeva di rovinare quel poco o tanto di fede che Dio le aveva donato. Se poi si trattava di gruppi femminili non ne voleva nemmeno sentir parlare, perché temeva che finissero nell’innamoramento verso il prete di turno. Sono infatti più le donne che vanno a preti che i preti che vanno a donne…

«Dirò che constatando come in Cl tutto è ferreamente previsto e organizzato, e come l’individuo sia seguito dalla nascita alla tomba dalla onnipresente e insonne Cl, e come il ciellino deve ritmare la sua giornata, le sue relazioni, le sue vacanze, ecc., ho avuto l’impressione di trovarmi di fronte più che a un movimento di fede, a una specie di Ibm del cattolicesimo italiano» (P. David Maria Turoldo, monaco di spirito profetico e di notevole coraggio, nel 1975 esprimeva questo autorevole e dubbioso giudizio).

Il Meeting che si prepara a ricevere Leone XIV, secondo Papa in visita a Rimini 44 anni dopo Giovanni Paolo II, se va indietro, alle sue origini, riscopre un filo di continuità con Giorgio La Pira, il più grande testimone del secolo scorso di quella «pace disarmata e disarmante» evocata dall’attuale Pontefice. C’è un filo rosso molto chiaro, a unire, persino sul piano lessicale, il Meeting e i Colloqui Mediterranei che il “sindaco santo” di Firenze tenne ogni anno a Palazzo Vecchio per favorire l’“amicizia fra i popoli”, ai tempi della Cortina di Ferro che divideva l’Europa, e non solo l’Europa, in due. (“Avvenire” – Angelo Picariello)

Attenzione a non santificare CL strumentalizzando il pensiero di Giorgio La Pira, a non ritenere CL una specie di summa ideale del pensiero cattolico, a non creare confusione nel presente con l’intento di seppellire un passato piuttosto scomodo fatto di “andreottismo” quale (im)possibile sintesi fra potere e servizio, a non confondere l’apertura dialogica di Moro e La Pira verso i giovani cattolici di CL con una sorta di imprimatur a questo problematico movimento, a non sovrapporre il cattolicesimo democratico di La Pira (dell’attenzione agli ultimi, ai poveri, agli emarginati, dei disoccupati alla Pignone etc. etc.) al cattolicesimo liberale di CL (Andreotti, Buttiglione, Formigoni, Berlusconi), a non pretendere in nome dell’unità dei cattolici un posto di rilievo (quasi una primazia) nell’azione di papa Leone che va ben oltre i confini dell’associazionismo cattolico. Sono sicuro che papa Leone non si lascerà parlare nella mano…

Si nota un benefico fermento nel laicato, che però non deve neutralizzare il pluralismo delle ispirazioni, annacquando le diversità in una specie di esercito guidato dal papa alla riscossa contro la mondana armata Brancaleone.

C’è da augurarsi che il laicato cattolico esca dall’anonimato e dalla tiepidezza: un tempo si temeva che la debolezza dei laici fosse indotta dall’opportunismo del clero. Oggi bisogna ammettere che papa e vescovi sono molto più decisi e coraggiosi nella testimonianza a sfondo politico-sociale.

Papa Francesco nel 2015 diceva: «I laici che hanno una formazione cristiana autentica non dovrebbero aver bisogno del vescovo pilota, o del monsignore pilota o di un input clericale per assumersi le proprie responsabilità a tutti i livelli, da quello politico a quello sociale, da quello economico a quello legislativo».

Vuoi vedere che ai laici toccherà andare a scuola di formazione politica dal clero? Un significativo e produttivo paradosso sotto l’egida dello Spirito Santo?