L’esercito europeo delle coscienze democratiche

Tre vicende diverse, un problema che torna. Anzitutto quella di Marine Le Pen, condannata anche in appello per lo scandalo degli assistenti parlamentari fittizi (ma eleggibile alla Presidenza della Repubblica nel 2027: ieri sera ha annunciato la sua candidatura). Poi il Parlamento europeo che ha votato la procedura di verifica del rispetto dei valori dell’Ue da parte del partito Europa delle nazioni sovrane (Esn) cui aderiscono i tedeschi di Afd e Roberto Vannacci. E in Germania, una voluminosa documentazione raccolta dalla Gesellschaft für Freiheitsrechte ha avviato una mobilitazione della società civile e dei gruppi parlamentari per chiedere alla Corte Costituzionale di classificare Afd come partito incostituzionale. Tutte e tre le vicende riguardano la possibilità che formazioni di estrema destra assumano responsabilità politiche e istituzionali a livello nazionale o dell’Unione Europea. Al fondo un’unica domanda: come fermare l’avanzata dell’estrema destra in Europa?

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Oggi ci si chiede se, sul piano giuridico, è giusto e se, su quello politico, è opportuno impedire per legge il dilagare dell’estrema destra. Ma entrambe le questioni rimandano a una scelta morale che segnerà la nostra generazione e quelle future. Sul piano giuridico deve prevalere la “filosofia” oggi incarnata dai guru della Silicon Valley come Peter Thiel e Alexander Karp, sostanzialmente condivisa da Trump e dai suoi collaboratori? Secondo questa” filosofia”, la libertà dei singoli – di fatto solo quelli che hanno enormi poteri economici, tecnologici o politici – non deve avere limiti e tutto per loro è lecito: tagliare improvvisamente i fondi per gli aiuti umanitari da cui dipende la vita di milioni di individui nel mondo; impoverire migliaia e migliaia di persone per arricchire smisuratamente pochi; deportare in improbabili “Paesi terzi” tantissimi donne e uomini che hanno la sola colpa di sfuggire dalla guerra, dalla persecuzione o dalla fame ecc. Oppure si deve riconoscere che questa libertà sfrenata non è legittima e che lo sono ancora meno le sue conseguenze? Ciò significa rivalutare invece un’altra idea di libertà, quella che nel corso della storia occidentale è stata temperata e raffinata dal rispetto della dignità inalienabile di ogni essere umano, dal principio di eguaglianza, dalle pratiche della democrazia ecc. Questa alternativa si concretizza oggi anche nella questione di un antifascismo anzitutto morale ma poi anche politico e giuridico: come mostra l’inquietudine suscitata dall’avanzata dell’estrema destra in Europa: apparentemente antica e superata, tale questione è in realtà attuale e urgente. (“Avvenire” – Agostino Giovagnoli)

Finalmente un ragionamento e una conclusione compiuti per un problema sottovalutato da chi relega il fascismo tra le cianfrusaglie storiche del passato (la destra meloniana), da chi presuntuosamente e aristocraticamente considera il neofascismo un nostalgico fenomeno da baraccone (Massimo Cacciari), da chi, affetto da benaltrismo cronico, confonde radici e fronde delle male-piante (modernisti a tutto tondo).

Le malattie serie vanno combattute su due fronti: la scelta di un sano regime di vita e l’adozione di drastiche regole igienico-sanitarie. Se non si ha il coraggio morale di attualizzare eticamente l’antifascismo con il rifiuto categorico della filosofia della libertà assoluta concessa a che detiene il potere, si finisce col prendere di mira gli effetti (l’avanzata delle destre estreme) a prescindere dalle cause (l’humus socio-culturale dell’egoismo condotto a sistema).

Non pensiamo di metterci a posto la coscienza con il rispetto formale di costituzioni e trattati, con la messa fuori legge di formazioni politiche di ispirazione nazi-fascista: certo, tutto serve, ma non basta.

Come diceva mio padre bisogna avere il coraggio d’andär zo ‘na man ‘d vanga, vale a dire di affondare i colpi nel tessuto culturale e morale. Marine Le Pen, Roberto Vannacci e i nazifascisti tedeschi sono punte dell’iceberg. Innanzitutto bisogna riconoscere che lo sono due volte: punte delle punte… La Le Pen non è punta dell’iceberg della destra francese in cerca di legittimazione totale? Vannacci non è la punta dell’iceberg della destra italiana già sbrigativamente ed elettoralmente legittimata a sgovernare? L’Afd non è la punta dell’iceberg della destra tedesca che sta sfasciando il partitismo perfetto della Germania? C’è chi sta facendo il lavoro sporco per approntare quello ancor più pericoloso in quanto subdolamente finalizzato alle cosiddette democrature.

Occorre un grosso lavorio per arrivare ai veri iceberg della politica europea che stanno compromettendo la stessa Unione. De Gasperi, Schuman e Adenauer hanno fatto l’Europa, a noi spetta il compito di fare gli europei, sgombrando il campo dalle macerie culturali e politiche del neo-fascismo e del neo-nazismo riciclabili nel nazionalismo e nel sovranismo, con l’allestimento di un cantiere globale in cui funge schizofrenicamente da architetto Donald Trump.

Se devo essere sincero ho poca speranza nella moralizzazione dell’Occidente. Mi rifugio nell’illusione dell’implosione cantieristica delle destre e dei loro supponenti progettisti: “Méstor mi e méstor vu e la zana d’indò vala su?”, direbbe mia nonna (erano due ingegneri che si scambiavano complimenti ma che si erano dimenticati l’uscio nella porcilaia).