«Trump minaccia di conquistare la Groenlandia, oltre che gli stessi alleati Nato di iniziare guerre commerciali. Come fa a stare lì seduto accanto a lui senza dire nulla?». È la domanda, senza giri di parole, che un giornalista danese ha fatto al segretario della Nato Mark Rutte alla conferenza stampa del vertice Nato di Ankara. Il riferimento è a un’altra conferenza stampa tenuta da Trump e Rutte sempre a margine del summit. «Cose che non sembrano appartenere al vecchio Mark Rutte», osserva il giornalista, prima di rincarare la dose: «Tutto questo ha qualche effetto sul suo rispetto per se stesso?».
Durante la conferenza stampa congiunta a margine del summit di Ankara, il presidente statunitense ha rivolto dure critiche agli alleati della Nato, mentre Mark Rutte – seduto accanto a lui – è rimasto per lo più in silenzio. In apertura dell’incontro, Trump si è detto «molto arrabbiato con i Paesi Nato per ciò che hanno fatto con la Groenlandia, perché non hanno voluto aiutarci contro il principale Stato che finanzia il terrorismo (Iran) e perché noi paghiamo davvero troppo, miliardi e miliardi di dollari in più del dovuto, è ingiusto». Trump sostiene da tempo che gli Stati Uniti contribuiscano più di tutti gli altri membri e continua a chiedere che ciascun Paese destini il 5% del proprio Pil alle spese per la Nato. Tra i governi più criticati c’è quello spagnolo, che il presidente attaccata anche sul piano commerciale, arrivando ad affermare che non farebbe affari con la Spagna e invitando provocatoriamente a interrompere «ogni rapporto commerciale con la Spagna, per favore, comprese le visite».
Per tutta la durata delle dichiarazioni del presidente americano, il segretario generale della Nato non è intervenuto. Le poche volte in cui ha preso la parola lo ha fatto per elogiare Trump, sostenendo che molti dei risultati raggiunti «non sarebbero stati possibili» senza di lui. Addirittura all’affermazione di Trump secondo cui la Groenlandia «è un grande problema per gli Usa e che avrebbero dovuto tenersela dopo la seconda guerra mondiale», Rutte sembra quasi annuire per dare ragione alle affermazioni del presidente. (Open.online – Olga Colombano)
Finalmente qualcuno che ha un po’ di coraggio e attacca apertamente Mark Rutte, l’amico del giaguaro. Il Segretario Generale della NATO viene nominato dai governi dei Paesi membri, che raggiungono un accordo unanime in seno al Consiglio del Nord Atlantico (il principale organo politico decisionale dell’Alleanza). La nomina richiede quindi il consenso unanime di tutti gli Stati alleati. La carica ha una durata di 4 anni ed è rinnovabile.
Mark Rutte è un politico olandese, Ministro-presidente dei Paesi Bassi dal 14 ottobre 2010 al 2 luglio 2024. È il leader del VVD (Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia), un partito olandese di orientamento liberale e conservatore.
Vorrei tanto sapere cosa pensano di lui i membri europei della Nato nonché i massimi dirigenti della Ue. Recentemente ha lanciato un autentico siluro contro il governo italiano, sostenendo che abbia consentito l’utilizzo delle basi Nato per la guerra all’Iran. La questione è rimasta aperta: non si è capito se per carità di Patria, per carità di Rutte o per carità di Nato.
Brutalmente parlando trattasi di un esimio leccaculo di Tump. In effetti la Nato non esiste più: è uno dei tanti organismi multilaterali spazzati via dalla strategia trumpiana.
Qualora il popolo Usa si decidesse a mandare a casa l’attuale presidente, tutti questi squallidi personaggi di mero supporto come e dove si ricollocherebbero? Lasciatemi l’illusione di un futuro redde rationem, anche se sono sicuro che troveranno un posto dove riciclarsi.
In attesa di tempi migliori rivolgo i miei più sentiti complimenti al coraggioso giornalista Rasmus Rauneborg, che lavora per l’agenzia di stampa danese Ritzau: ha osato dire apertamente e direttamente quel che molti pensano, ma vigliaccamente tacciono o lasciano solo intendere. Subirà delle ritorsioni? Molto probabilmente sì: come minimo non farà carriera… Evviva la libertà di stampa.
