Incitamento all’odio razziale attraverso idee fasciste e omofobe. Simbologia nazista ed esaltazione della razza bianca. Ma anche l’incoraggiamento ad azioni violente contro migranti, musulmani, omosessuali e, in generale, la comunità Lgbtq+. Il tutto avveniva via chat coinvolgendo soggetti tutti minorenni. In 13 sono stati denunciati a vario titolo dalla Digos di Siena per propaganda di idee fondate sull’odio razziale, etnico; apologia del movimento fascista e nazista; detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. Il quadro accusatorio è completato dalla detenzione illegale di armi. (“Avvenire” – Gianluca Scarnicci, Siena)
Ci sarà ancora chi sottovaluta questi episodi retrocedendoli a manifestazioni di mero ed innocuo folclore?! Spero proprio di no. Stiamo attenti, non si tratta di sfoghi adolescenziali o giovanili, ma di complessa adesione pseudo-culturale a dottrine estremamente pericolose oserei dire rovinose. Non credo si tratti di fatti sporadici ed isolati, ma di un andazzo dilagante.
Il mix emergente è decisamente inquietante: questi ragazzi non si fanno mancare proprio nulla dell’armamentario ideologico fascista. C’è un “brodo di cultura”, vale a dire un contesto sociale o culturale particolarmente fertile e stimolante, che favorisce la nascita e lo sviluppo di queste idee, di questi comportamenti e addirittura di questi movimenti. C’è un vento di destra estrema che spira nella nostra società e, come ben si sa, chi semina vento raccoglie tempesta.
L’Arcivescovo di Siena, Il cardinale Augusto Paolo Lojudice evidenzia come «di fronte ad una vicenda del genere non si può non rimanere profondamente colpiti sia per il fatto che stiamo parlando di ragazzi tutti minorenni, ma soprattutto per i reati che gli vengono contestati. Certamente è il segnale preoccupante di un disagio profondo che colpisce i giovani e che deve interrogare soprattutto noi adulti sui modelli proposti alle giovani generazioni».
«Ora non serve puntare il dito, ma occorre capire – aggiunge il Card. Lojudice – come evitare derive pericolose e come agire repentinamente affinché i nostri ragazzi non siano lasciati soli di fronte a false dottrine e soprattutto nel “mare magnum” dei social network».
«Lo diciamo da tempo – conclude il cardinale – occorre urgentemente un patto per la famiglia che coinvolga ogni attore: le istituzioni, la società civile e la Chiesa». (sempre da “Avvenire” di cui sopra)
Non sono un integralista cattolico, ma mi sembra che le risposte più precise e serie (nelle parole e nei fatti) provengano dalla Chiesa e forse la gente se ne sta rendendo conto. Non so se sia frutto dell’incipiente azione pastorale di papa Leone XIV: lui sta senza dubbio facendo la sua parte. Credo però che il discorso sia dovuto a motivazioni più profonde e meno contingenti.
Il quadro che emerge da un sondaggio SWG realizzato a metà maggio 2026 è quello di una comunità ecclesiale percepita come più capace di esprimere una visione del mondo distinta da quella dominante e di recuperare una forte identità. Cresce infatti la quota di chi riconosce nella Chiesa una proposta alternativa alla cultura prevalente, mentre diminuisce la percezione di un’istituzione in crisi o priva di identità. Anche sul fronte emotivo, rispetto al 2023 si rafforzano sentimenti come fiducia e gratitudine, mentre calano delusione e indifferenza. (“Avvenire” –Matteo Liut)
Nella storia italiana è già successo all’indomani degli scandali di Tangentopoli. Purtroppo però la lezione non è servita alla politica in genere che non è riuscita a rinnovarsi, nemmeno alla Chiesa che non ha saputo interpretare l’anelito popolare e alla gente che si è ritrovata in pieno reazionario riflusso o in pericoloso qualunquismo.
Vogliamo riprovarci? Partendo dal basso, dall’educazione giovanile, dal dialogo con le nuove generazioni, dai veri problemi emergenti dalla società in crisi. Il recente referendum costituzionale ha dato una scossa anche e soprattutto ad opera dei giovani. Non deludiamoli perché, come noto, i giovani sono radicali e, se non trovano risposte convincenti, si possono anche lasciar andare al più becero degli estremismi pseudo-ideologici. La destra è pronta! La sinistra dorme?
