Una rondinElly non fa primavera

Uno dei nodi riguarda il coinvolgimento militare dell’Italia. Schlein non si accontenta delle rassicurazioni di Giorgia Meloni sul passaggio parlamentare in caso di richiesta di supporto logistico agli attacchi Usa: «Chiediamo al governo di chiarire subito che negherebbe l’autorizzazione, anche perché si porrebbe in contrasto con la nostra Costituzione. Meloni dice che sarebbe folle chiamarci fuori e io dico che è incostituzionale starci dentro». La segretaria dem accusa l’esecutivo di «subalternità» verso Washington, criticando la disponibilità ad alzare la spesa militare al 5% richiesta da Trump e la rinuncia a una vera difesa comune europea. «Se compri più armi dagli Usa e non vuoi il “Buy European”, diventi più dipendente da Trump e mini l’autonomia strategica dell’Europa».

Pur definendo Khamenei un «dittatore sanguinario che nessuno rimpiangerà», Schlein ribadisce che la transizione democratica deve restare nelle mani del popolo iraniano. La preoccupazione è che, calpestando il diritto internazionale, si finisca nella «legge del più forte». (Open cita un’intervista rilasciata da Elly Schlein a Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera).

“D’Alema, di’ qualcosa di sinistra”, così chiedeva Nanni Moretti nel lontano (?) 1998. In questi giorni ho sentito finalmente Elly Schlein dire qualcosa di sinistra e mi sono precipitato a metterlo nero su bianco. Infatti sul tema dei rapporti internazionali osservo come la sinistra italiana sia tutto sommato prigioniera della visione atlantista e acriticamente appiattita su di essa. De Gasperi aveva i suoi (in)discutibili motivi per essere decisamente filoamericano; Berlinguer aveva i suoi evoluzionistici motivi per sentirsi tranquillo sotto l’ombrello della Nato; Moro aveva i suoi strategici motivi per conservare il coraggio di pagarla cara ai suoi  amici (?) statunitensi e israeliani. Adesso, con la situazione così cambiata, che problema c’è per non dire apertamente parole di netto dissenso verso la schizofrenica impostazione israelo-americana?

Sarò esagerato e candidato all’antisemitismo, ma vedo una vergognosa analogia fra i balbettii della sinistra e i silenzi dell’intellighenzia israeliana in patria e all’estero. Chi osa discutere la guerra in Ucraina è amico di Putin, chi non osa discutere la guerra in Iran di chi è amico?

Il trumpismo in versione sempre più hard sta facendo saltare i nervi a Giorgia Meloni, imbarazzatissima rispetto alle sviolinate del presidente Usa che la sta scopertamente strumentalizzando in chiave antieuropea; la nostra premier si sta arrampicando sui vetri con le mani sporche di grasso anti-magistratura, fa una fatica tremenda a districarsi in mezzo allo sciocchezzaio dei suoi vice, vede indebolirsi il feeling con la gente (che poi non è del tutto stupida).

In questo momento alla gente interessano soprattutto la guerra e le sue conseguenze economiche: la casa nel bosco, i giudici cattivi, i poliziotti buoni non fanno molta opinione e non attirano consensi se non in senso stucchevolmente perbenista.

 

Il trend di riduzione dei consensi per il presidente americano influenza anche i giudizi nei confronti della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che è stata storicamente una alleata, se non una sostenitrice di Trump e la cui posizione è ritenuta oggi da molti parzialmente ambigua: l’indice di gradimento nei confronti di Meloni è sceso infatti oggi al 37,5%, quando ancora nel novembre scorso superava il 45%. Questo andamento ha come effetto un fatto significativo: per la prima volta, infatti, il gradimento per Giuseppe Conte supera quello per la presidente del consiglio. Con la conseguenza che il segretario del Movimento 5 Stelle si trova ad essere oggi il politico italiano che raccoglie maggiori consensi in assoluto. (msn.com/it.it – Italia Oggi – Storia di Renato Mannheimer) 

 

A cosa si attaccherà la giorgina o giorgetta, come dir si voglia, per la sua propaganda? Il mio caro amico Pino si chiede: la sinistra saprà approfittarne? Ho molti seri dubbi per due motivi: uno legato alla debolezza leaderistica e alla inconsistenza carismatica dei suoi esponenti; l’altro legato al fatto che, gira e rigira, la sinistra non propone cose molto diverse e alternative. Significativo il fatto che aumenti il gradimento di Giuseppe Conte presumibilmente in quanto molto critico verso il bellicismo occidentale. Personalmente però non ritengo plausibile Conte come leader di sinistra. La mia risposta all’interrogativo dell’amico Pino è quindi la seguente: non può approfittare delle difficoltà della destra perché è sostanzialmente d’accordo (almeno così è l’impressione percepita) al di là delle scaramucce parlamentari.

Anche a livello europeo, forse ancor di più, la sinistra risulta impercettibile, tatticamente schiacciata sulla ineluttabilità dell’alleanza con gli Usa e strategicamente incapace di dare all’Europa Unita un respiro progressista e pacifista.

Sono purtroppo saltati gli schemi politici tradizionali e, a livello europeo vige una sorta di melassa politica ed economica, che serve a coprire una sostanziale e generalizzata conservazione o addirittura un’opzione reazionaria. Quando mia sorella andò, in rappresentanza del movimento femminile della Democrazia Cristiana, in visita alle istituzioni europee, tornò a casa estremamente delusa e, col suo solito atteggiamento tranchant, disse fuori dai denti: “Sono tutti dei mezzi fascisti!”. Credo che un po’ di ragione ce l’avesse. Penso volesse dire che non credevano in un’Europa aperta, solidale, progressista e partecipata, ma erano chiusi in una concezione conservatrice se non addirittura reazionaria. Può darsi che da allora la situazione sia addirittura peggiorata. Chissà cosa direbbe oggi alla luce del trumpismo, del populismo e del sovranismo. Lo immagino e non mi azzardo a scriverlo per non esagerare alle sue spalle.

Forse, in fin dei conti, ci arrabattiamo in cerca del male minore, vale a dire di chi è meno conservatore, meno reazionario, meno fascista: il compromesso ipotizzabile ai livelli più bassi. Siamo quasi in primavera e, come noto, una rondine non fa scattare questa desiderabile stagione. Temo sia così anche per le sparate schleiniane, anche se mi hanno momentaneamente aperto il cuore.