Un colpo al cerchio…
La tegola piove da Bruxelles e offre un’altra sponda alle opposizioni, che pure non mancano di argomenti dopo la batosta referendaria rimediata dal Governo e la raffica di dimissioni che ne è seguita. Si tratta del voto dell’Eurocamera sulla nuova direttiva anticorruzione, che stabilisce a livello comunitario le fattispecie da qualificare nell’ambito come reati, tra le quali c’è anche «l’esercizio illecito di funzioni pubbliche», del tutto simile all’abuso d’ufficio abrogato dall’esecutivo nel 2024. (“Avvenire” – Matteo Marcelli)
…e uno alla botte…
Nel dettaglio, la bozza di regolamento approvata oggi dall’Europarlamento parte dall’obbligo di cooperare con le autorità per chi riceve una decisione di rimpatrio. Per chi non dovesse collaborare si aumentano fino a 24 mesi (rispetto agli attuali 18) i termini di detenzione, che vengono estesi ai minori, compresi quelli non accompagnati. In caso di emergenza si prevedono deroghe su alcune garanzie, ad esempio limitando il controllo della misura da parte dei giudici, e disposizioni più severe valgono per i migranti ritenuti un pericolo per la sicurezza nazionale e l’ordine pubblico. Quanto ai “return hub”, cioè i centri di rimpatrio da collocare al di fuori dell’Ue sulla base di accordi o intese (dei singoli Stati o dell’Ue stessa) con i Paesi terzi, i migranti potranno esservi trasferiti anche in assenza di ogni legame con quella realtà. Al loro interno potranno andare pure famiglie con bambini. Ancora, se non avviene la partenza volontaria, scatta automaticamente l’espulsione forzata, e si prevede la possibilità che gli Stati fissino divieti di ingresso anche permanenti ed escludano il patrocinio gratuito per chi fa ricorso. (“Avvenire” – Corrado Garrone)
Sembra fatta apposta questa concomitanza di atteggiamenti europei per mettere, da una parte, in imbarazzo il governo italiano sulla lotta alla corruzione e, dall’altra parte, fargli un assist sulla politica migratoria. Ue-Italia=uno a uno.
Se è vero che nei governanti italiani prevale l’euroscetticismo sovranista, è altrettanto vero che in Europa domina il cerchiobottismo sociale: alla fine tutti trovano un motivo per stare nella Ue mentre la Ue non combina un cavolo.
Appena il tempo per registrare un colpo contro il lassismo nordioniano ed ecco che arriva immediatamente un colpo a favore del celodurismo salviniano. Morale della favola: non aspettiamoci dalla Ue un aiutino per mandare a casa questa accozzaglia di incompetenti reazionari che ci sta guidando, dovremo farcela da soli. Per mandare a casa Berlusconi nel 2011 furono decisivi, seppure indirettamente, Merkel, Sarkozy e Obama; oggi queste sponde non le abbiamo.
Trump è culo e camicia con Giorgia Meloni; Metzola e Von der Leyen hanno siglato una sorta di patto femminile con la nostra premier; gli Italiani sembra che si siano svegliati. Staremo a vedere…
