Solo i ricordi mi fanno sperare

Vittima del terrorismo eppure convinto che la democrazia avesse nella Carta costituzionale gli strumenti per debellarlo, nel ricordo di Mattarella: «Ha fortemente operato perché fosse l’ordinamento democratico a sconfiggere la minaccia del terrorismo, senza cedimenti a misure straordinarie, facendo leva sui principi costituzionali che reggono la funzione giurisdizionale», dice il capo dello Stato. Un esempio da seguire, «il cui impegno era ispirato al servizio e alla responsabilità», e a lui è stata dedicata la sede del Csm, oggi al centro della contesa referendaria. Così, Pinelli nel rimarcare che «troppo spesso nelle istituzioni ci si trincera dietro le responsabilità altrui, evitando di interrogarsi sulle proprie, e sui propri comportamenti, senza far tesoro dell’insegnamento dei padri costituenti».

L’uomo della scelta religiosa, lo ricorda da successore al vertice di Ac, Giuseppe Notarstefano. Tema poi ripreso da Rosy Bindi. Un intervento, quello dell’ex ministra della Sanità, sottolineato, alla fine, da un interminabile applauso. Un «martire laico» lo definisce, citando il cardinale Martini, «perché è morto non in odio al Vangelo, ma per il suo impegno per la Città dell’uomo», che però proprio dal Vangelo trasse le sue intime ragioni. Lo chiama «il mio professore», era con lui, al momento dell’agguato. Spiega la scelta religiosa come il superamento del collateralismo politico della Dc, ma non certo come un disimpegno dal perseguimento del bene comune. La sua biografia lo testimonia, visto che nel 1976 fu eletto, fra l’altro, consigliere comunale a Roma. «Non voleva che il Vangelo diventasse uno strumento di potere, ma che restasse un insegnamento da cui far scaturire una responsabilità personale, senza coinvolgere la Chiesa, che deve potersi rivolgere a tutti, non solo a quelli che votano un partito», dice Bindi. Ma l’uomo della scelta religiosa fu anche un politico, e un politico democristiano: «Si riconosceva nel riformismo di De Gasperi. Anche se fu Aldo Moro il suo riferimento maggiore», collega docente alla Sapienza e morto come lui per mano brigatista, come altri due docenti dell’ateneo, Ezio Tarantelli e Massimo d’Antona. E questo ha ispirato la riflessione del costituzionalista Stefano Ceccanti: «Quando passiamo per il corridoio di Scienze politiche al piano terra con le aule intitolate a Bachelet, Moro e D’Antona, quando passiamo sotto la lapide al piano rialzato – dove Bachelet fu ucciso, ndr – siamo provocati a ragionare sul nostro ruolo educativo, che dalle loro vicende tragiche trae alimento». E, a proposito di insegnamenti da tenere a mente, va sottolineato il clima di stima e rispetto – nello spirito auspicato da Mattarella – fra Ceccanti fautore del Sì, e Giovanni Bachelet, presidente del Comitato per il No. Fair play istituzionale sottolineato alla fine persino da una foto insieme, col sorriso. (“Avvenire” – Angelo Picariello)

A commento della eloquente celebrazione del centenario della nascita di Vittorio Bachelet, il giurista ucciso dalle Brigate rosse nel 1980 all’università La Sapienza, non trovo di meglio che riportare di seguito la mia impertinente risposta ad un giovane e caro amico che mi ha gentilmente invitato a partecipare agli eventi parmensi in vista del referendum sulla riforma della giustizia. Nel ricordo di Bachelet ritrovo tutte le motivazioni del mio impegno politico di molto tempo fa e della nostalgica ritrosia del giorno d’oggi. Anche in politica si può vivere di ricordi, senza per questo sentirsi fuori dal tempo, anzi!

“Caro Filippo,

ti ringrazio, ma declino l’invito.

Preferisco formarmi un’idea a livello personale.

La mia partecipazione ai dibattiti è da tempo strachiusa.

Qualsiasi occasione di politica attiva non fa più per me: la passione politica resta nella mia nostalgica mentalità con ben altri protagonisti e scenari.

Leggo, scrivo, mi confronto con qualche singolo amico.

Se guardo l’assetto mondiale mi smarrisco, se guardo al governo italiano sono preso da una crisi di vomito, se guardo alla sinistra (?) m’incazzo…

Andrò a votare “no” per il significato politico che ha questo referendum e per il clima di attentato alla Costituzione in cui si colloca.

Il fascismo è dietro l’angolo!

Se mi segui sul sito, sai come la penso…

Sarò presuntuoso e aristocratico, ma preferisco dare la mia testimonianza lontano dalla bagarre.

Pensa che alla tua età avevo già fatto – sull’onda di una sensibilità proveniente dal contesto socio culturale in cui nacqui e crebbi, dall’educazione famigliare ricevuta, dalla militanza nel mondo cattolico vissuta e dagli insegnamenti di mia sorella assorbiti – un’esperienza ventennale di impegno a livello partitico e politico e mi ero già allontanato allorquando si era istaurato l’accordo di potere del cosiddetto CAF (Craxi-Andreotti-Forlani), che portò l’Italia alla triste fine della cosiddetta prima repubblica (al riguardo fui facile profeta…).

Cominciai a quattordici anni, troppo presto, e alla tua età ero già stanco e logoro: capirai oggi…

Per fortuna mi impegnai in un ambito professionale che mi consentì di vivere importanti esperienze sociali e culturali a livello del movimento cooperativo.

Termino qui il revival che penso non ti interessi più di tanto: hai cose migliori a cui badare…

Grazie dell’attenzione e dell’amicizia.”

Oggi come oggi posso accettare soltanto di partecipare alla virtuale iniziativa proposta da Piero Calamandrei agli studenti a Milano nel 1955: “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra Costituzione”. Aggiungo i luoghi dove sono caduti i martiri della nostra Costituzione come Moro e Bachelet. Un pellegrinaggio da sbattere in faccia a chi sta facendo strame della Carta costituzionale.

In cauda admirabilis et contumax venenum: “È più facile perdonare il delirante e pseudo-rivoluzionario sogno brigatista della odierna lucida e perfida veglia anticostituzionale”.