Il nuovo assetto mondiale non è ancora maduro

Per la Cina e i Brics ci sono tre cose da imparare dal caso Maduro. La prima lezione riguarda la sicurezza non garantita da Pechino a un alleato come il Venezuela. La seconda è il danno reputazionale subito sul versante degli affari. In terzo luogo, c’è il precedente rappresentato dall’azione unilaterale contro uno Stato sovrano: in questo caso, il blitz Usa sarebbe una base per giustificare un analogo attacco contro Taiwan. (“Avvenire” – Luca Miele)

Nel nuovo (dis)ordine mondiale la Cina costituisce l’incognita di rilievo, un elemento che potrebbe far saltare il banco su cui si stanno accordando, piò o meno esplicitamente, Trump, Putin e Netanyahu. Il presidente americano si sta esercitando nell’azzeramento di fatto di tutte le entità multilaterali: una (quasi) definitiva spallata all’Onu, un’arrogante irrisione verso la Corte Penale Internazionale, un drastico superamento dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), nota in inglese come WTO (World Trade Organization), un notevole ridimensionamento dalla Nato, un subdolo smembramento della Ue.

E la Cina? Rischia di arrivare a tavola apparecchiata e di doversi accontentare (si fa per dire) di avere mano piuttosto libera su Taiwan. Sarebbe invece in bilico il legame con l’America Latina, che rischia di essere risucchiata nella storica sfera di influenza statunitense; verrebbe inoltre rimessa in discussione la strategia economica con la perdita di essenziali sbocchi commerciali. La Cina ha bisogno di mercati esteri consistenti per i suoi prodotti e gli Usa le farebbero sleale concorrenza in diverse parti del mondo, soprattutto in quelle attualmente rientranti nella sfera di influenza geopolitica cinese.

Gli Stati Uniti si occuperebbero dell’America Latina, Israele del mondo arabo (Iran in testa), Putin dell’Europa orientale (Ucraina e non solo). La Cina dovrebbe ripiegare su quanto resta da cannibalizzare, mentre la Ue si vedrebbe costretta a ripiegare su se stessa.

A meno che…la Cina e l’Europa sfoderino tutta la loro forza demografica, economica, culturale e militare e non scendano in campo con una strana alleanza tattica, che potrebbe diventare piuttosto imbarazzante.

E l’Italia? Destinata a fare la serva sciocca di Trump e magari la ruota di scorta di una macchina europea guidata da Francia, Germania e Gran Bretagna.

Scenari paradossalmente realistici, vomitevolmente cinici e totalmente verticisti. Le rispettive opinioni pubbliche rimarranno a guardare, come purtroppo stanno già facendo? Avranno uno scatto di orgoglio pseudo-democratico?

La Russia ha il controllo totale e pesante della popolazione: riesce ad ammortizzare i 500 mila morti della guerra in Ucraina, sfruttando i poveri diavoli delle campagne e i disperati candidati a fare i mercenari, elargendo pensioni agli invalidi e alle famiglie dei superstiti, stringendo la tenaglia sui media e sui social. Possibile che la cultura russa digerisca Putin senza battere ciglio?

Israele contiene le opposizioni politiche e culturali facendo leva sulla religione, sull’odio anti-arabo, sul potere castale rabbinico, sull’influenza economica incontenibile a livello mondiale. Possibile che la democrazia israeliana sia così debole da subire la sostanziale (anti)politica basata sulle bombe e sull’annientamento dei nemici?

Gli Usa di Trump incantano la popolazione con il nazionalismo ed il patriottismo economico e ideologico: contro gli immigrati, contro l’aborto, contro i diversi, contro l’ondata liberal della (in)civiltà sessuale, soli e forti contro tutti. Una popolazione senza cultura si lascia facilmente fagocitare. Fino a quando?

La popolazione europea dovrebbe avere gli anticorpi, ma non è immunizzata rispetto ai virus che la destra inocula anche con l’aiuto del virologo statunitense. Non sarà facile ripensare il quadro delle alleanze e difendere la Ue nel bailamme internazionale.

La Cina rimane un mistero. I cinesi sono politicamente schiacciati ed economicamente assai meno sfruttati rispetto ad un recente passato. Sono in linea con i governanti? L’antiamericanismo potrebbe funzionare. Il resto alle prossime puntate.

Quanto agli italiani, si illudono di essere un’isola nel mare tempestoso. Lo scompiglio però potrebbe anche costringerli a rivedere l’indifferenza. Se a nulla varrà Elly Schlein, a qualcosa potrebbe valere il terremoto Trump. La speranza è l’ultima a morire.

E le coscienze? E il cristianesimo? E il senso religioso della vita e della storia? Come diceva il grande, purtroppo poco conosciuto, Giorgio La Pira, il “vento” che guida la storia è lo Spirito di Dio. Qualcuno può darsi che se ne ricordi e si scuota, ascoltando magari le impegnative parole di papa Leone XIV: «Il Giubileo ci ha richiamato alla giustizia fondata sulla gratuità: esso ha originariamente in sé stesso l’appello a riorganizzare la convivenza, a ridistribuire la terra e le risorse, a restituire “ciò che si ha” e “ciò che si è” ai sogni di Dio, più grandi dei nostri. Carissimi, la speranza che annunciamo dev’essere coi piedi per terra: viene dal cielo, ma per generare, quaggiù, una storia nuova. Nei doni dei Magi, allora, vediamo ciò che ognuno di noi può mettere in comune, può non tenere più per sé ma condividere, perché Gesù cresca in mezzo a noi. Cresca il suo Regno, si realizzino in noi le sue parole, gli estranei e gli avversari diventino fratelli e sorelle, al posto delle diseguaglianze ci sia equità, invece dell’industria della guerra si affermi l’artigianato della pace. Tessitori di speranza, incamminiamoci verso il futuro per un’altra strada».