Non mi ha sorpreso l’entrata in guerra degli Usa contro l’Iran: era nell’aria e d’altra parte, quando ci si mette in una certa perversa logica, non ci si può fermare, bisogna andarci fino in fondo, salvo almeno il diritto/dovere di chiamarsi fuori da parte di chi non è d’accordo.
Mi hanno invece sconvolto le deliranti, oserei dire diaboliche, dichiarazioni di Donald Trump e di Benjamin Netanyahu.
Il commander in chief ha parlato per soli tre minuti, con tono serio e solenne. Prima ha fatto il bilancio dell’operazione, assicurando che “i siti nucleari chiave iraniani sono stati completamente e totalmente distrutti” con “massicci attacchi di precisione” in quello che ha definito “uno spettacolare successo militare”. Quindi ha lanciato un nuovo ultimatum a Teheran, affermando che il futuro dell’Iran è “pace o tragedia” e che ci sono molti altri obiettivi che possono essere colpiti dall’esercito americano. “Se la pace non arriva rapidamente, attaccheremo quegli altri obiettivi con precisione, velocità e abilità”, ha minacciato. Poi su Truth ha avvisato la Repubblica islamica che “qualsiasi ritorsione dell’Iran contro gli Stati Uniti sarà contrastata con una forza molto superiore a quella di questa sera”. Il presidente ha detto anche di aver fatto un “lavoro di squadra” con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. (ANSA.it)
In un video pubblicato in inglese, il premier israeliano Netanyahu ha ringraziato il presidente degli Stati Uniti, Trump, per l’attacco agli impianti nucleari iraniani. “La decisione di Trump e coraggiosa e cambierà la storia”, ha affermato il primo ministro. “Io e il presidente Trump diciamo spesso, ‘la pace attraverso la forza’. Prima viene la forza, poi viene la pace. E stasera il presidente Trump e gli Stati Uniti hanno agito con molta forza”. (Televideo)
Viene consacrato uno sconvolgimento totale nei rapporti fra le nazioni: che vale è la forza, il diritto internazionale non esiste e non valgono nulla le istituzioni ad esso preposte; la pace non si ottiene col dialogo e con la diplomazia, ma con la forza. Non contano più nulla i valori della democrazia e della coesistenza pacifica, nemmeno la ricerca di una qualche compatibilità degli interessi nazionali, che conta è la forza bruta.
A dirlo e metterlo in pratica non sono due personaggi qualsiasi, ma il presidente della più grande potenza mondiale che domina l’Alleanza Atlantica e di un Paese che in passato qualcuno sognava di far entrare addirittura nell’Unione europea, coi quali siamo alleati. Bisognerà pure, a livello europeo ed italiano, prenderne atto e agire di conseguenza.
Il popolo europeo e quello italiano sono d’accordo con questo cambiamento storico, tale, a mio giudizio, da mettere in discussione alleanze, assetti e collaborazioni internazionali? Non sono più ammessi tatticismi, opportunismi, ambiguità ed omertà. È in gioco il destino dell’umanità e non la sopravvivenza del governo Meloni!