La politica bovina e la beneficenza asinina

Gli influencer non sono quelli che fanno soldi a palate mettendo vestiti o borse o promuovendo carissimi panettoni facendo credere che si farà beneficenza, ma il cui prezzo servirà solo a pagare cachet milionari”. Così la premier e leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, riferendosi alla multa inflitta a Chiara Ferragni senza citarla, dal palco di Atreju. (Ansa.it)

Chiara Ferragni, con la voce rotta e quasi in lacrime, si scusa con tutti i suoi followers per il caso Balocco, su cui l’Antitrust ha condannato, con una multa di un milione di euro, le due società collegate all’influencer per pratica commerciale scorretta. «Sono sempre stata convinta che chi è più fortunato ha la responsabilità morale di fare del bene. Questi sono i valori che hanno sempre spinto me e la mia famiglia. Questo è quello che insegniamo ai nostri figli. Gli insegniamo anche che si può sbagliare, e che quando capita bisogna ammettere, e se possibile, rimediare all’errore fatto e farne tesoro. Ed e quello che voglio fare ora. Chiedere scusa e dare concretezza a questo mio gesto: devolverò 1 milione di euro al Regina Margherita per sostenere le cure dei bambini», ha dichiarato. Poi ha ricevuto il tapiro d’oro di Striscia la notizia, e all’inviato Valerio Staffelli non ha nascosto la sua amarezza: «Mi merito il Tapiro, perché seppur in buona fede ho commesso un errore. È giusto che mi assuma le mie responsabilità». (Open.online)

Meloni opportunistica fustigatrice di costumi e Ferragni pentita dispensatrice di valori: due ingannevoli espressioni di una società alla deriva, se vogliamo due facce della stessa medaglia, addirittura due assist al fuorviante buonismo di chi scaglia la prima pietra e di chi si pente in malo modo.

Non credo a nessuna delle due: Meloni, anche in questo caso, è perfetta immagine di un populismo da osteria e di una politica da schifo; Ferragni è immagine di chi vuol pulire il mondo restando immerso nella sporcizia.

Intendiamoci bene: tutta la beneficenza promossa dai media mi lascia, come minimo, perplesso. Roba che serve al sistema per mettersi a posto la coscienza. Se la beneficenza diventa poi oggetto di pubblicità il contrasto diventa stridente e porta quasi inevitabilmente alle contraddizioni di cui Chiara Ferragni è diventata protagonista-vittima.

E la politica? Se fa la parte del bue che dà del cornuto all’asino, come nel caso di Giorgia Meloni, diventa la triste vignetta di se stessa. Una pena! La premier ha infilato l’ennesimo strafalcione. E chi se n’è accorto? Vive il periodo fortunato (?) in cui fanno il latte anche le galline. Prima o poi finirà!? Tutti i pretesti sono validi per proseguire la marcia dell’occupazione del potere. C’è sempre qualcuno o qualcuna con cui prendersela. Questa volta è toccata a Chiara Ferragni, la prossima chissà…