Il presidente statunitense Donald Trump ha promesso 5mila dollari a ogni cittadino adulto statunitense se il partito Repubblicano – cioè il suo partito – vincerà le elezioni di metà mandato del 3 novembre, riuscendo a mantenere la maggioranza alla Camera e al Senato. È stato il principale annuncio del discorso di Trump a Dallas, durante una convention dei Repubblicani organizzata in vista delle elezioni.
Trump ha detto che il pagamento in denaro si chiamerà «dividendo Trump» e lo ha paragonato ai dividendi che le società quotate in borsa danno ai loro azionisti. La misura costerebbe oltre mille miliardi di dollari: i maggiori media e commentatori statunitensi l’hanno accolta come una promessa irrealizzabile. Non è la prima volta che Trump promette elargizioni di soldi dirette ai cittadini, senza poi rispettarle. È un modo palese in cui il presidente cerca di influenzare il risultato del voto a suo favore, anche se lui l’ha presentato come una sorta di incentivo o di sussidio, che sarebbe pagato a tutti, non solo a chi vota per lui.
La popolarità di Trump negli Stati Uniti è molto bassa, soprattutto per gli effetti negativi sul costo della vita di alcune sue decisioni, a partire dalla guerra in Medio Oriente: la promessa di elargire 5mila dollari è un tentativo di invertire una tendenza negativa che secondo i sondaggi potrebbe dare ai Democratici il controllo della Camera, e forse anche del Senato.
Trump durante il discorso ha anche chiesto ai suoi sostenitori di votare «facendo finta che sia io il candidato», un appello che però potrebbe non funzionare come in passato. Alcuni candidati Repubblicani ritengono che la vicinanza a Trump sia invece controproducente per la loro campagna: vari senatori Repubblicani che stanno cercando di farsi rieleggere, tra cui Susan Collins del Maine e Dan Sullivan dell’Alaska, hanno scelto di non partecipare all’evento. (“Ilpost.it”)
Il ragionamento, ammesso e non concesso che esista un filo di razionalità nella follia trumpiana, sembra essere questo: la politica è sporca (così i cittadini di tutto il mondo la vedono), tanto vale ammetterlo pubblicamente e farne addirittura un vanto o un impegno a condividere la sporcizia con gli elettori, dando loro l’illusione di trarne qualche concreto beneficio. Un modo per dialogare con la gente, accarezzandone il portafoglio, visto che spesso non riesce più a votare nemmeno secondo i propri interessi. Un bagno di realismo elettorale!
Qualche commentatore sostiene che la politica americana sia sempre la stessa e che Trump non faccia altro che rivelarne spudoratamente e clamorosamente i difetti: a volte la sincerità paga… Forse se Trump ha un incontenibile e cimurroso raffreddore gli altri governanti sparsi nel mondo hanno un tremendo mal di testa…
Il clientelismo è un male antico della politica, tanto vale prenderne atto e portarlo a galla facendone una sorta di occasione da sfruttare reciprocamente tra elettore ed eletto. A ben pensarci la politica di Trump ha questa impostazione di fondo, che finora ha fatto presa: il perbenismo ipocrita spinto persino a difendere i falsi valori religiosi, condito dal pragmatismo più brutale (la guerra serve, gli immigrati vanno buttati via, l’interesse nazionale è l’unico che conta, l’uomo è al servizio dell’economia, il papa non rompa i coglioni, etc. etc.).
In Trump possiamo vedere l’istituzionalizzazione dei difetti della politica a livello nazionale ed internazionale: il mondo va male, ebbene, aiutiamolo ad andare ancora peggio, portando a casa qualche beneficio. Siamo allo sciacallaggio della politica! Il clientelismo viene accompagnato da un vero e proprio culto della personalità: son io che vi fo’ scaltri!
Non so se Trump stia raschiando il barile dei suoi potenziali consensi, certamente sta portando all’eccesso la sua proposta politica, provocando un chiarimento: o con me (capace di tutto) o con gli altri (capaci di niente).
Cosa risponderanno gli americani? Temo siano coerenti nella loro stupidità e pensino comunque di mangiare la minestra bollente dal momento che l’hanno ritenuto tiepida se non addirittura fredda.
E noi europei? Sorrideremo alle solite americanate e le sopporteremo come male necessario? Purtroppo i nostri governanti non sono molto diversi da Trump, guardateli e ve ne accorgerete. Probabilmente hanno il timore di fare la fine di Aldo Moro, non hanno il coraggio di ribellarsi, non vogliono pagarla cara. Gli americani, in una sbrigativa e parziale lettura della storia, ci hanno salvato dal nazifascismo, adesso hanno il diritto di insegnarci il nuovo nazifascismo riveduto e scorretto.
