Il Papa fa di Lourdes la “cattedra” per ribadire che «la persona umana è “degna” per il semplice fatto di esistere e di avere come fine l’eternità. La sua dignità non si misura e non si discute», sottolinea davanti al “popolo” della sofferenza e ai Buoni Samaritani che si fanno loro compagni di viaggio. Ecco perché, è il monito che lancia dal santuario, «nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità. Al contrario, è proprio in nome di questa dignità inalienabile della persona umana che la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta». E ancora: «È impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale». Poi fa sapere a chi affronta la malattia: «Non siete un peso, siete il cuore pulsante della nostra umanità e un tesoro prezioso per la Chiesa». Quindi si rivolge ai medici e agli infermieri ricordando «il significato profondo della loro vocazione: prendersi cura di una persona che soffre, e non eliminarla. Sì, cari amici, siate servitori appassionati della vita. Nessuno ha il diritto, mai, sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere della vita di un determinato embrione o di una determinata persona anziana. La medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata». Una chiamata all’obiezione di coscienza. E un appello a «sviluppare senza sosta le strutture di cura palliativa e di ricerca» ma anche ad «accompagnare con tenerezza i malati, come avviene a Lourdes». (“Avvenire” – Giacomo Gambassi, inviato a Lourdes)
Un mio indimenticabile insegnante, quando interrogava, impostava un ragionamento coinvolgente e, se l’interrogato diceva una cavolata, commentava sconsolatamente: “Rovinato tutto…”. Anche il Papa, a mio modestissimo ma irrinunciabile parere, rischia di rovinare tutto il contenuto di uno storico viaggio pastorale con uno scivolone dogmatico.
In Francia il “diritto all’aiuto a morire” (suicidio assistito e, in casi specifici, eutanasia) è stato ufficialmente introdotto con la legge n. 2026-794 del 18 agosto 2026, promulgata dal presidente Macron e pubblicata sul Journal officiel. I cugini francesi hanno avuto il coraggio di legiferare in questa delicatissima materia evitando di imitarci nel nostro indegno “pesciolamento” nel confuso barile istituzionale.
Non conosco nel dettaglio questa legge francese, ma mi riferisco alla necessità assoluta che lo Stato riconosca a chi vive un’angosciosa e disperante sofferenza la possibilità di porle dignitosamente fine.
La vera laicità dello Stato consiste nel mettere al primo posto le persone e non i princìpi: dovrebbe essere così anche per la Chiesa sulla base degli inequivocabili insegnamenti evangelici (non porre i pesi sulle spalle degli altri…). Se la Chiesa non se la sente di affrontare questo impegnativo discorso, lasci almeno che lo Stato faccia il proprio mestiere senza interferire così pesantemente.
Mi dispiace, ma non accetto questa posizione della Chiesa cattolica: la giudico una testarda e oserei dire cinica pregiudiziale pseudo-dottrinaria. La vita non si difende in questo modo! Tutto l’impegno per la cura e l’assistenza, ma, quando è ora di dire basta ad insopportabili sofferenze patite da persone giunte al capolinea del loro viaggio, bisogna avere la carità cristiana di allungare la mano per aiutarle a morire in santa pace.
Il Padre Eterno non biasimerà di certo una simile sensibilità: la sofferenza non è un valore assoluto (il dolorismo è un’autentica cazzata!), ma una prova da accettare con l’aiuto di Dio e dei fratelli nei limiti delle umane possibilità; quando questi limiti vengono varcati bisogna avere l’umiltà di intervenire proprio per rispetto alla vita.
Indro Montanelli considerava queste disquisizioni etico-moralistiche come “beghe di frati”, io le considero inutili e fuorvianti scrupoli. Vogliamo lasciare il posto che merita alla coscienza del malato e non tanto all’obiezione di coscienza dell’operatore sanitario?!
Sono stanco di queste posizioni dogmatiche: papa Leone si è fatto probabilmente trascinare dal successo popolare che sta avendo il suo viaggio in Francia. È peraltro in linea con un petulante e annoso “stare dalla parte del manico pseudo-evangelico”. Forse è ora di darci un taglio. Non ci si deve nascondere dietro i sacrosanti appelli alla pace per far passare enfaticamente posizioni magisteriali di retroguardia così poco umane. Per fortuna c’è il Padre Eterno… e sono certo che anche Maria Vergine starà dalla parte dei disperati e non degli intransigenti moralisti.
