Vannacci tra illegalità e protagonismo da operetta

Assieme ai sondaggi crescono le grane e su Roberto Vannacci piovono le prime tegole giudiziarie. La procura militare di Roma ha disposto “accertamenti preliminari” dopo un esposto del Sindacato dei militari per la presunta adesione di alcuni membri delle Forze Armate a Futuro nazionale. La stessa associazione che il 28 agosto aveva presentato anche un altro esposto, alla Procura capitolina ordinaria, per sollecitare verifiche sulla possibilità che il programma di FnV prefiguri il reato di ricostituzione del Partito nazionale fascista. Il tutto mentre l’ex generale prepara il debutto al Forum di Cernobbio e Giorgia Meloni segue Carlo Calenda, facendo filtrare che non sarà all’assise degli industriali sul lago di Como. Senza contare il duello a distanza ingaggiato da Vannacci con il Financial Times, “colpevole” di aver rilanciato le ipotesi di alcuni analisti sull’ex generale come «cavallo di Troia di Mosca in Italia». (“Avvenire” – Matteo Marcelli)

La prima tentazione è quella di snobbare il fenomeno politico vannacciano, lasciandolo bollire nel suo disgustoso brodo e quindi di considerare esagerate e controproducenti le azioni giudiziarie contro i mulini a vento dell’attuale fascismo, che rischiano di distrarre l’attenzione dalla concretezza della battaglia contro il vero fascismo radicato nella cultura, nella società e nella politica. Un sussiegoso “laisser faire, laisser passer” nella certezza che quelle di Vannacci siano rose alla virtuale apparenza sondaggistica che però non fioriranno mai.

La storia insegna tuttavia che non bisogna mai sottovalutare i folli sommovimenti sociali e la loro carica esplosiva e che forse è meglio intervenire immediatamente e fermamente per spegnere l’incendio prima che possa essere appiccato.

Lo stesso berlusconismo (fatte le debite proporzioni) fu osservato con troppa ironica supponenza e sopportato nelle sue contraddizioni ai limiti della legalità, ritenendo che in parte si sarebbe auto-sgonfiato e in parte non avrebbe resistito alla battaglia democratica: ce lo abbiamo ancora fra i piedi riveduto e scorretto…

Non sarei quindi totalmente disinteressato alle contestazioni giudiziarie che vengono portate avanti: potrebbero essere un boomerang, ma potrebbero anche aprire non poche crepe nel vannaccismo.

Quanto alle manovre russe sponda Vannacci mi sembrano frutto di fantasia: non credo che Putin sia talmente ingenuo e incauto da immischiarsi nella vita politica italiana basandosi su Vannacci, vedendo di nascosto l’effetto che fa. Siamo allo spionaggio da operetta. Cerchiamo di essere seri. Non ridicolizziamo strumentalmente politica interna e politica estera in un polpettone fumettistico. Vannacci, pur essendo pericoloso e inquietante, non è una cosa seria: grave è soltanto il seguito che sembra ottenere. I rapporti con la Russia invece sono una cosa molto seria da non ridurre a schermaglie da servizi segreti di serie c.