Sono in arrivo fiori dall’Iran

Le cronache riguardanti gli attentati terroristici di matrice islamica mettono quasi sempre in evidenza come gli esecutori materiali siano noti alle autorità e come dovrebbero essere controllati trattandosi di soggetti pericolosi.

Solo per miracolo l’azione terroristica del ventunenne tedesco di origini libanesi Abdul Ballout, ucciso poi dalla polizia domenica sera, non ha avuto un bilancio ancora più drammatico. Il ragazzo nel 2025 aveva cercato di unirsi allo Stato islamico, prima in Mauritania, poi in Siria, per poi essere espulso dal Libano (in quanto cittadino tedesco, ironicamente). Arrestato al rientro a Berlino, è stato condannato per preparazione di atto terroristico ma, in attuazione del diritto minorile (che in Germania si applica di fatto fino ai 21 anni), con una pena detentiva di soli 22 mesi e poi rilasciato con la condizionale, con l’obbligo di sottoporsi a un percorso di deradicalizzazione. (da “Avvenire” – Giovanni Maria Del Re)

Tutti si chiedono come le autorità competenti abbiano potuto perderlo di vista dopo averlo trattato con i guanti. Adesso scatterà, a macchia d’olio, la strumentale, illusoria e generalizzata richiesta del pugno di ferro da adottare contro i migranti quali potenziali portatori del virus terroristico.

Il sano realismo dovrebbe portare innanzitutto a prendere atto di come l’antiterrorismo non funzioni: non solo si cerca l’ago nel pagliaio, ma dopo averlo trovato lo si trascura, appuntandolo al bavero della giacca dell’efficientismo di facciata. Quindi dopo il danno scatta la beffa della caccia alle streghe: il pretesto per la stretta all’immigrazione, per la criminalizzazione dei migranti, per il fantomatico inasprimento delle leggi, per l’inumano trattamento giudiziario dei soggetti a rischio e per la licenza di ucciderli. Tutto inutile e strumentale bagaglio demagogico.

A nessuno viene alla mente che il terrorismo islamico ha radici molto complesse ed articolate che affondano nei secolari rapporti internazionali fatti di colonialismo, di sfruttamento e di razzismo? A nessuno viene il dubbio che le guerre acuiscono e ed incardinano i fenomeni terroristici? Nessuno ha presente che la irrisolta questione palestinese, con le conseguenti interminabili scie di sangue, ha e avrà ripercussioni anche a livello terroristico?

Ma stiamo ai giorni nostri: nessuno ricorda che l’Iran ha tre armi di difesa che sta regolarmente utilizzando: l’attacco verso il mondo arabo filo-occidentale, lo sconquasso nei rapporti commerciali e il terrorismo più o meno organizzato e strutturato.

Le vittime dei per ora cani sciolti del terrorismo islamico devono ringraziare anche e soprattutto Trump, Netanyahu e c. Cosa pensavamo che l’Iran mandasse fiori ai Paesi occidentali? Le follie trumpiane ed israeliane ci regalano, oltre le crisi energetiche e i dazi commerciali, la recrudescenza degli attentati terroristici. Non ci voleva molto a prevederlo.

Tutti coloro che ritenevano la vittoria elettorale di Trump un affare americano, davanti al quale alzare le spalle, sono serviti: il menù si sta completando e, per quanto riguarda il piatto terroristico, siamo solo agli assaggini.