Il quarto round di negoziati di pace tra Libano e Israele, ieri, a Washington, non è cominciato nel migliore dei modi. Poche ore prima, a sud del Paese dei Cedri, un raid israeliano provocava la morte di otto persone. Risparmiata, per il momento, Beirut. I dettagli della telefonata con cui, lunedì sera, il presidente Usa Donald Trump ha dissuaso il premier israeliano Benjamin Netanyahu dalla “presa” della capitale certificano che la crisi in Medio Oriente ha ormai logorato anche l’alleanza tra Washington e Tel Aviv. Secondo il sito statunitense Axios , il titolare della Casa Bianca si sarebbe scagliato contro Netanyahu definendolo un «pazzo». «Saresti in prigione senza di me. Ti sto salvando la pelle. Ti odiano tutti. Tutti odiano Israele», avrebbe tuonato. Imprecazioni, questo è il commento, dettate dalla consapevolezza che il governo di Tel Aviv abbia risposto agli attacchi di Hezbollah in modo sproporzionato. (“Avvenire” – Angela Napoletano)
Non so se questo siparietto telefonico risponda al vero: è molto verosimile! Due volte stupido Trump a farsi trascinare da Netanyahu in un conflitto senza capo né coda. Due volte delinquente Netanyahu a coinvolgere gli Usa in un regolamento di conti nella storia del Medio Oriente salvo non volere stare al gioco dettandone le regole. Forse Trump se ne sta rendendo conto cadendo nella tipica reazione del bue che dà del cornuto all’asino.
«Netanyahu ha giocato d’azzardo con gli Usa. Ma il loro appoggio non è incondizionato». L’ex-consigliere di Clinton, Yehudah Mirsky: «Ha pensato di avere margini di manovra illimitati. Ora è chiaro che non è così» (“Avvenire” – Lucia Capuzzi)
Questa sarebbe la versione più seria dello stato dei rapporti fra i due squallidi guerrafondai. Non si riesce però a capire se stiano cominciando a litigare veramente o se stiano giocando a farsi qualche dispetto.
Mio padre diceva con molta gustosa acutezza: «Se du i s’ dan dil plati par rìddor, a n’è basta che vón ch’a guarda al digga “che patonón” par färia tacagnär dabón». Non potrà di certo essere Giorgia Meloni il terzo incomodo che riesce a far litigare i due scherzosi criminali internazionali, lei potrà solo abbozzare e mandar loro un accidente per averla messa nei guai.
Per quanto riguarda l’estrema destra dell’ex generale Roberto Vannacci, Cacciari non è sembrato preoccupato o spaventato: “Vannacci mi fa ridere. Mi spaventano Trump, Thiel, Musk, Xi, gli ayatollah e Netanyahu. Anzi, Netanyahu mi fa orrore”. E Giorgia Meloni non lo potrà dire in riferimento a Vannacci che rischia di farle perdere le prossime elezioni e, quanto a Trump e Netanyahu, dovrà assistere passivamente alle loro schermaglie, non si potrà permettere di irriderle né tanto più di dissentire apertamente e profondamente, si è spinta troppo in là. Dopo aver detto da tempo che la minestra era fredda non potrà permettersi di cambiare idea anche se ora la minestra rischia di scottarle la lingua.
A volte mi vergogno di prestare tanta attenzione a questi loschi figuri e a chi ronza loro attorno. Purtroppo le vicende mondiali passano attraverso i loro umori. Sarà proprio così o quella di decidere le sorti del mondo è una loro illusione: forse sono soltanto i burattini nelle mani del burattinaio “capitalismo tecno-scientifico”, che opera la fusione a calda guerra tra ricerca scientifica, innovazione tecnologica e logica di profitto.
