Lo spettro di uno scontro diretto con Mosca torna ad essere evocato in seno all’Alleanza Atlantica. L’occasione è il Warsaw Security Forum, e il messaggero è il comandante supremo, Alexus Grynkewich. “La Nato non cerca la guerra con nessuno, ma nessuno scambi il fatto che la Nato è un’alleanza difensiva come una debolezza”, ha avvertito il generale dell’Aeronautica americana. “Se qualcuno sarà così pazzo da attaccarci, combatteremo. In breve – ha aggiunto Grynkewich – faremo in modo che qualsiasi attacco contro un nostro alleato si riveli del tutto vano”. (ANSA.it)
Come diceva mio padre, “l’è al tón ca fa la muzica” e l’atteggiamento della Nato in questa fase così delicata nei rapporti internazionali non aiuta la distensione. È pur vero che siamo da tempo alla gara di chi fa la voce più grossa, ma mi chiedo: che bisogno c’era di questa peraltro scontata dichiarazione?
Che la Nato sia un’alleanza difensiva è scritto nei patti anche se nei fatti non è stato e non è proprio così. Che difendersi non sia un segno di debolezza è concetto etico universalmente accettato anche se dipende da fin dove arriva la difesa: esiste la guerra difensiva? Ho molti dubbi. Ci sono tanti modi per difendersi al di là della guerra. Alla fine mostrare i muscoli non è dimostrazione di forza ma di debolezza.
Evocare la pazzia dell’ipotetico nemico rischia di essere un invito ad uscire allo scoperto per farne emergere le peggiori intenzioni: una sorta di istigazione a guerreggiare. Che la Nato parli con la voce di un generale dell’aeronautica americana la dice lunga: fare la guerra è il mestiere dei militari, cercare la pace dovrebbe essere quello dei politici.
Se devo essere sincero, nonostante le bruttissime arie che tirano e forse proprio per questo, non mi sento affatto sicuro sotto l’ombrello della Nato.
Il 15 giugno 1976 il Corriere della Sera pubblicò una celebre intervista di Giampaolo Pansa al segretario del Partito Comunista Italiano (PCI) Enrico Berlinguer, il quale affermò che l’Italia e lo stesso PCI si sarebbero sentiti più sicuri restando sotto la protezione (l’ombrello) dell’Alleanza Atlantica, dichiarando: «Mi sento più sicuro stando di qua». Non so se Berlinguer oggi ripeterebbe quella frase.
Il mondo è cambiato: la guerra fredda è diventata caldissima. Gli Usa hanno perso ogni appeal democratico, la Russia ha tutti i difetti dell’Unione Sovietica senza averne i pochissimi pregi, l’Europa è snobbata e irrisa da Trump e conta meno di niente, la Cina è retta dal “maoismo capitalista”.
E io dovrei sentirmi al sicuro in questa gabbia di matti? L’unico ombrello a portata di cuore è quello papale: non mi copre la testa, ma almeno mi tranquillizza la coscienza. E non è poca cosa…
