La Rai ha rimosso Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report, il più noto programma televisivo di giornalismo d’inchiesta in Italia, trasmesso da Rai 3. Ranucci ci lavorava come autore dal 2006 e lo conduceva dal 2017, dopo che per vent’anni lo aveva condotto la giornalista Milena Gabanelli. Il programma tornerà in tv dal prossimo 8 novembre, e la Rai ha fatto sapere che a condurlo saranno Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi giornalisti investigativi. Per ora la Rai non ha dato motivazioni ufficiali per la rimozione, ma si sa che hanno a che fare con quanto emerso nelle indagini sull’attentato contro lo stesso Ranucci, compiuto a ottobre del 2025 e organizzato da Valter Lavitola, imprenditore coinvolto in diversi scandali della politica italiana degli ultimi vent’anni e molto amico di Ranucci (che non è indagato). Ranucci e la dirigenza della Rai hanno poi un rapporto conflittuale che va avanti da tempo, a prescindere dall’attentato. (ilpost.it)
Tanto tuonò che piovve! Dietro la sciocca, ingenua e pompata vicenda Ranucci-Lavitola covava la volontà di normalizzazione alla Rai: finalmente è partito l’editto bulgaro di Meloni, che si è liberata di un giornalista scomodo, colpendone peraltro uno per educarne cento.
Quando si fa scomodamente il mestiere di giornalista d’inchiesta, bisogna essere molto attenti a non scivolare sulle maxi bucce di banana: Ranucci non lo è stato, in un certo senso si è tirato addosso la scomunica entrando in rapporto con personaggi a dir poco equivoci e invadenti.
Non so se a Ranucci sia stata cucinata una torta al veleno o se la torta l’abbia cucinata con le sue improvvide mani. Fatto sta che, davanti a certa pubblica opinione, è passato dalla parte del torto. Il governo non aspettava altro. Dal punto di vista giudiziario la vicenda avrà sicuramente un seguito, ma sul piano politico si è chiusa con una vittoria governativa a furor di…minculpop. Ranucci ha illustri predecessori collocabili nel tempo berlusconiano: questo non lo ricompenserà e non lo consolerà, ma lo inserirà comunque nella storia passata e recente.
La Rai sta diventando sempre più la sponda mediatica del centro-destra (battendo Mediaset due a zero) anche in vista delle prossime elezioni politiche. Se il buongiorno si vede dal mattino…
