I paraventi del centro moderato

L’osservato speciale è il partito dei Democratici Svedesi: formazione di destra radicale nata nel 1988 con radici in ambienti neo-nazisti, ha ormai ampi consensi nel Paese, grazie anche a un’opera di ripulitura della propria immagine avviata negli ultimi vent’anni. Quest’anno potrebbe ottenere alcuni incarichi di governo. Lo ha promesso lo stesso Kristersson: in caso di vittoria il suo partito, i Moderati, di centro-destra, punta a una coalizione con la destra radicale (oltre che con gli alleati attuali, i Democratici Cristiani e i Liberali): la formazione del governo sarebbe quindi congiunta. «Non c’è nulla di drammatico in questo – ha detto ai giornalisti il primo ministro uscente – È sotto gli occhi di tutti che collaboriamo con successo da quattro anni». Già alle elezioni del 2022 i Democratici Svedesi si erano aggiudicati il 20,5% delle preferenze degli elettori. Il loro peso politico li aveva resi necessari alla coalizione di centro-destra guidata proprio da Kristersson, che avevano supportato dall’esterno, senza incarichi di governo. Influenzandone però le politiche. (“Avvenire” – Chiara Vitali)

Per l’avanzata delle forze politiche di estrema destra esistono motivazioni storiche (la nostalgia per l’uomo forte), sociali (il disagio crescente), psicologiche (il senso di insicurezza), ma bisogna considerare anche un elemento squisitamente partitico, vale a dire la tendenza delle forze politiche del cosiddetto centro moderato ad appiattirsi pericolosamente sulle istanze programmatiche di destra se non addirittura ad allinearsi ai partiti di destra estrema con ignobili connubi parlamentari e/o governativi.

Siamo lontani mille miglia dall’impostazione morotea della Democrazia Cristiana, partito afascista e moderato ma non bloccato su politiche conservatrici e reazionarie, e dalla visione degasperiana del partito di centro che guarda a sinistra.

La cdu-csu in Germania ha perso i connotati della sua storica moderazione per indulgere a politiche sostanzialmente di destra e arrivando addirittura a trascinare la sinistra in snaturanti accozzaglie di puro potere. Succede anche nella Ue dove i gatti sono tutti bigi se pensiamo, ad esempio, al discorso della pace e dell’immigrazione.

In Italia c’è da tempo l’ansiosa ricerca di spazi partitici al centro dello schieramento politico: è nata un’infinità di partitini al riguardo, che vorrebbero presuntuosamente riprendere l’impostazione degasperiana e morotea senza averne la credibilità e la visione strategica.

Così facendo i partiti di centro, a volte oltre tutto di ispirazione cristiana (?), finiscono col tirare la volata alla destra, peraltro non condizionandola ma addirittura facendosi mortalmente condizionare. La gente non ci capisce dentro niente e, come dice Cacciari, preferisce l’originale alla copia.

Il vento di destra viene da lontano (trumpismo), si innerva nel corpo politico (anti)europeo (nazionalismo e sovranismo), soffia a favore della versione moderna del capitalismo tecnicistico (aerospazio e intelligenza artificiale) e bellicistico (riarmo, unilateralismo, abbattimento del diritto internazionale e delle sue istituzioni) e illude la gente con egoistiche e fasulle promesse securitarie e anti-immigrazione.

Dentro a questa sarabanda anti-democratica fanno sorridere gli artifici moderati e centristi, che diventano la foglia politica di fico rispetto al capitalismo che non solo ha i secoli contati, ma che cambia pelle per annientare sul nascere ogni velleitarismo liberal-conservatore. Guardiamo Merz e capiamo tutto…

L’unica possibilità di sopravvivenza democratica prima e di progresso sociale poi risiede in una ripresa decisa e forte della sinistra, che sappia partire dal tema della pace (sentito da tutti gli elettori) e da una gestione equilibrata ma solidale del fenomeno migratorio. Meno armi, più accoglienza e più attenzione a chi vive in difficoltà. Questa dovrebbe essere la piattaforma per la riscossa di sinistra o almeno per arginare il vento di destra. Lasciamo perdere le alchimie dei conservatori, che finiscono col conservare soltanto quel che serve alla destra e alla sua inesorabile avanzata.