Il drappellone del prossimo Palio, svelato il 10 agosto, ha scatenato polemiche e dibattito: l’artista rumena Teodora Axente ha raffigurato la Vergine con un volto dai tratti androgini in un’opera che il cardinale Augusto Paolo Lojudice, vescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, ha definito «molto cupa». «Lo svelamento del Drappellone ha presentato dei tratti, soprattutto sul volto della Madonna, i quali hanno toccato la sensibilità di parecchi senesi, che non hanno ritrovato in esso i canoni stilistici e devozionali della Madonna Assunta in Cielo», commenta ad Avvenire il cardinale.
Il termine androgino (dal greco anḗr/andros che significa uomo e gynḗ che significa donna) indica una persona, un aspetto o uno stile che unisce o fonde insieme caratteristiche maschili e femminili. Riferito all’estetica o all’aspetto esteriore, descrive un look o dei tratti somatici ambigui e non tradizionali.
Naturalmente è partito un dibattito tra le ragioni di chi si è sentito toccato nella propria sensibilità devozionale e quelle di chi difende la libera e motivata espressione artistica, tra chi giudica inopportuna questa provocazione e chi la giustifica in base ad argomentazioni storico-religiose: una polemica garbata, ma piuttosto oziosa.
Preferisco andare al sodo a modo mio. Lasciamoci turbare dalle oscenità deturpanti del volto di Maria (regina della pace) consistenti nelle guerre, dagli sfregi a Maria (conforto dei migranti) consistenti nelle politiche di respingimento e di remigrazione, dalla profanazione di Maria (consolatrice degli afflitti) istituzionalizzata in un mondo dominato dall’egoismo e dall’ingiustizia, dalla dissacrazione di Maria (salute degli infermi) operata nella priorità delle spese belliche rispetto agli stanziamenti per la salute, dalle offese a Maria (aiuto dei cristiani) conseguenti all’indifferenza con cui chi si dichiara cristiano guarda alle sofferenze del prossimo, dalla furia iconoclasta verso (Maria Assunta in cielo) allorché la speranza non alimenta i nostri sforzi e la carità non illumina la nostra vita quotidiana.
I deboli, gli umili, gli affamati, i pacifici, i miti soccombono ai superbi, ai potenti, ai ricchi, ai guerrafondai: questa è la vera profanazione del volto di Maria, che è stata assunta in cielo e che noi facciamo finta di pregare affinché ci aiuti dall’alto, mentre la insidiamo dal basso con le nostre demoniache scelte di vita.
