Il Ventaglio del capo dello Stato Sergio Mattarella è servito a mandare messaggi ai partiti che si sentono già in campagna elettorale. Uno dei messaggi riguarda la necessità di prendere consapevolezza che un pezzo di violenza sociale nasce dal linguaggio della politica, dalla mancanza di dialogo, dalla contrapposizione violenta e volgare tra “leader”; rendersi conto, come classe dirigente, che in alcuni casi si è tra i motivi scatenanti di quanto accade nelle piazze e nelle strade, e dunque risulta ipocrita porsi successivamente come restauratori dell’ordine. (“Avvenire”)
Volete una eloquente folle risposta? Eccola!
Nell’ambito della battaglia politica alla Camera sulle chat dell’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove con il presunto prestanome del clan Senese Mauro Caroccia, il capogruppo di FdI Galezzo Bignami ha infangato la memoria del presidente emerito della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, morto più di 14 anni fa. Di fronte a opposizioni che con vigore chiedevano a FdI e Giorgia Meloni di “non citare più Borsellino” alla luce del voto negativo dell’Aula sulla consegna delle chat ai magistrati, Bignami si è lanciato in una ricostruzione storica che mirava a denigrare la figura di Scalfaro durante gli anni degli attentati mafiosi. Bignami cita Scalfaro più volte, in un crescendo di tensioni, dicendo che “fu eletto al Quirinale dalla sinistra” e che poi “liberò 300 mafiosi”. (“Avvenire” – Marco Iasevoli)
Volete autorevoli smentite alle farneticanti ricostruzioni storiche operate, al limite del reato di vilipendio, (articolo 278 del Codice Penale italiano: “Chiunque offende l’onore o il prestigio del Capo dello Stato è punito con la reclusione da uno a cinque anni”) dal capogruppo alla Camera di FdI Galezzo Bignami? Eccole sintetizzate dal succitato quotidiano “Avvenire”.
L’attacco a un presidente emerito democristiano, proveniente dalle fila dell’Azione Cattolica, di cui portava il distintivo, fa emergere accanto all’indignazione dei leader del centrosinistra anche un sentimento quasi di sgomento dei cattolici democratici. In serata arriva una nota di Ernesto Preziosi, già parlamentare e presidente di Argomenti 2000, testimone diretto della stagione di Scalfaro al Quirinale: “Le affermazioni del capogruppo alla Camera di FdI nella loro infondatezza non suonano solo ingiuste nei confronti di un uomo che ha servito con onore le istituzioni, ma rappresentano, ancora una volta, un esempio di cattiva politica propria di chi non ha argomenti”.
Volete un mio personalissimo commento? Si attacca scompostamente Scalfaro per nascondere l’insofferenza verso Mattarella, l’unico vero attuale baluardo alla deriva politico-istituzionale della destra al potere in Italia e non solo in Italia. Si punta a gettare manciate di fango sulla presidenza della Repubblica presente e passata, per preparare quella futura riveduta e scorretta dal punto di vista costituzionale e interpretata in modo fazioso dagli improvvisati esponenti della terza Repubblica in via di preparazione.
C’è anche tutta la malcelata paura verso la Chiesa cattolica, che costituisce il vero pungolo etico contro lo status quo socio-politico: meglio esorcizzare la presenza di cattolici autentici a livello delle massime istituzioni per brandire populistici e blasfemi rosari.
La vera partita politica non è l’elezione del nuovo Parlamento, ma quella del futuro capo dello Stato. Una volta messe le mani sulla presidenza della Repubblica, sarà un gioco da ragazzi dare compimento al disegno reazionario politico-istituzionale della destra. Lo capisce il centro-sinistra? Ho qualche dubbio…
Visto che i veri antidoti democratici italiani sono Sergio Mattarella e i vescovi (a partire dal Papa) e visto che vengono indirettamente trascinati nell’agone politico dalle fobie della destra, perché la sinistra non prova umilmente a farsi ispirare da questi autorevoli personaggi. Facciano paradossalmente scrivere il programma dal Papa e da Mattarella e forse troveranno finalmente la quadra…
