Tutti (gli europei) insieme disperatamente

«Cari migranti – afferma -: prima di dirvi qualsiasi altra parola, voglio inchinarmi davanti alla vostra dignità. Non siete numeri, né fascicoli! Siete persone con una famiglia e una casa che vi siete lasciata alle spalle, con sogni che nessuno ha il diritto di disprezzare». Perché, accusa il Papa, «la dignità umana non ha passaporto, né perde valore quando attraversa una frontiera». E chiama in causa l’Europa «che non può proclamare la dignità umana e abituarsi a che il Mediterraneo e l’Atlantico siano cimiteri senza lapidi». Una sferzata alla vigilia dell’entrata in vigore del contestato nuovo Patto Ue sulla migrazione e l’asilo che sarà applicabile da domani 12 giugno. L’approccio di Leone XIV è duro quando si rivolge alla politica, dando voce agli stessi protagonisti delle traversate. «Il vostro dramma deve diventare un esame di coscienza: per le nazioni di origine, che devono creare condizioni di pace, giustizia e sviluppo; per le nazioni di transito, chiamate a proteggere e a non lasciare i deboli nelle mani di reti criminali; per la comunità internazionale, chiamata a una cooperazione efficace e perseverante».

Porti che si chiudono. Muri che vengono alzati. Confini che si intendono sigillare. Accordi economici sulla pelle degli ultimi. «Non basta gestire gli arrivi, distribuire cifre, rafforzare le frontiere o lamentare le morti quando sono già avvenute – fa sapere il Pontefice –. Ogni barca che arriva non porta solo migranti; porta con sé una domanda: che mondo abbiamo costruito, se tanti fratelli devono rischiare la morte per cercare la vita?». (“Avvenire” – Giacomo Gambassi, inviato a Gran Canaria)

 

Manco a farlo apposta, proprio negli stessi giorni in cui papa Leone lanciava le sue autentiche e sconvolgenti invettive in favore dei diritti dei migranti, la UE varava nuove farraginose regole in materia. Ho dato una rapida scorsa a questo provvedimento: mi è parso non tanto il varo di una politica migratoria, ma l’ennesimo velleitario e subdolo, oltre che disumano, tentativo di chiusura o di ostruzionistica distrazione verso chi “rischia la morte per cercare la vita”. Questa non è la mia Europa! Stiamo bene attenti: al di là del rispetto dei diritti umani a cui si soprassiede bellamente, si sta mostrando una colpevole miopia geopolitica. Per parafrasare mio padre, se l’Europa tiene chiuse le sue mani, non le cagherà in mano nemmeno una mosca («S’a t’ tén sarè la man, a ne t’ cäga in man gnanca ‘na mòsca»). Gli Usa sono diventati nostri nemici, la Russia è la nostra spina nel fianco, della Cina c’è poco da fidarsi, non abbiamo il coraggio di assumere iniziative di pace, continuiamo a ritenerci alleati di governi stragisti, genocidari e guerrafondai, siamo isolati e spiazzati senza alcuna intelligenza diplomatica a cui aggiungiamo la totale mancanza di memoria verso le nostre migliori origini storiche, culturali e religiose e di cuore verso i migranti dei quali peraltro abbiamo bisogno a livello lavorativo come dell’aria per respirare.  Vedo un ulteriore passo verso il baratro dell’egoismo nazionale e sovranazionale. Condivido pienamente le perplessità e le preoccupazioni di chi opera sul campo, ad esse mi rimetto di seguito.


Il Patto UE su migrazione e asilo, adottato formalmente il 14 maggio 2024, entrerà in vigore il 12 giugno 2026. Con il pretesto di riformare ulteriormente la gestione della migrazione nell’UE e di istituire un sistema comune di asilo, questa serie di nuove norme suscita profonda preoccupazione, poiché mette a repentaglio l’accesso alle procedure di asilo e alle garanzie procedurali.

Tra le principali preoccupazioni, vi è che a un numero crescente di richiedenti asilo verranno negate condizioni di accoglienza dignitose, poiché il Patto amplia l’ambito delle procedure accelerate per i richiedenti asilo. Il Patto inasprisce inoltre i controlli alle frontiere esterne, introducendo procedure di screening di massa e prevedendo una procedura di frontiera obbligatoria per un gran numero di richiedenti asilo che saranno sottoposti a detenzione presso tali frontiere, compresi bambini di appena sei anni. L’obiettivo è chiaro: impedire l’ingresso negli Stati membri e accelerare le espulsioni a tutti i costi.

(…)

In qualità di sindacati che rappresentano i professionisti del settore dell’asilo, consideriamo il Patto UE come un regresso senza precedenti nei diritti fondamentali delle persone in esilio e come una minaccia diretta ai principi fondamentali del diritto d’asilo e al principio di non respingimento.

Da anni le organizzazioni per i diritti umani esprimono profonda preoccupazione per la deriva repressiva delle politiche migratorie dell’UE. Il Patto UE rappresenta un ulteriore passo decisivo in questa direzione, poiché si basa sul sospetto, sulla disumanizzazione e sulla repressione.

Ci opponiamo fermamente a questa politica, che organizza l’esclusione, normalizza la detenzione e minaccia le fondamenta stesse dello Stato di diritto.

Più che mai, noi — lavoratrici e lavoratori pubblici che operiamo nel settore dell’asilo — resteremo mobilitati per garantire a tutti un accesso effettivo e dignitoso ai diritti fondamentali.

(“Il Manifesto” – CGT –Ofpra -Office Français de Protection des Réfugiés et Apatrides – FP CGIL – Coordinamento delle Commissioni territoriali per la protezione Internazionale e della Commissione Nazionale per il Diritto d’Asilo)