E proprio nel campo largo infuria la discussione: sulle primarie e sul programma. A proposito del programma, sono diversi i punti sui quali Schlein, Conte, Bonelli, Fratoianni, Renzi e Magi dovranno trovare la quadra:
| Temi / Partiti | PD | M5S | AVS | IV | +E |
| armi all’Ucraina | SÌ | NO | NO | SÌ | SÌ |
| aumento spesa militare | è complicato | NO | NO | SÌ | SÌ |
| patrimoniale | SÌ (europea) | NO | SÌ | NO | NO |
| salario minimo | SÌ | SÌ | SÌ | NO | SÌ |
| alta velocità | SÌ | NO | NO | SÌ | nd |
| ponte sullo Stretto | NO | NO | NO | SÌ | è complicato |
| termovalorizzatori | è complicato | NO | NO | SÌ | SÌ |
| nucleare | NO | NO | NO | SÌ | SÌ |
| cittadinanza dopo 5 anni | SÌ | è complicato | SÌ | SÌ | SÌ |
| autonomia differenziata | NO | NO | NO | NO | NO |
((Sondaggi ANSA – Mauro Di Gregorio)
I sondaggi elettorali (ammesso e non concesso che rispecchino la realtà dei consensi) danno una larga prevalenza al centro-destra comprendente Futuro Nazionale di Vannacci, mentre, qualora Vannacci si presentasse con lista autonoma fuori coalizione, il centro-destra perderebbe terreno al punto da consentire la vittoria al campo largo di centro-sinistra.
Io credo che il centrodestra vincerà, e vincerà le elezioni senza Vannacci per un’unica ragione: ha governato per cinque anni e ha governato bene”. Lo ha detto Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati.
Se lo dice lui?! Il catto-coccodrillone dall’alto del suo 1%?!
Non si sa quando si terranno le elezioni politiche, ma comunque, Maurizio Lupi permettendo, sembra questo lo scenario: il centro-destra non è sufficientemente spostato a destra e soffre la concorrenza spietata di un partito che raccoglie scontenti, qualunquisti, nostalgici, raschiando il fondo delle fogne dove il fascismo sembrava storicamente relegato.
Viene spontanea una domanda dietrologica: chi c’è dietro questo generale in pensione, che incanta una notevole fascia di italiani? Qualcuno azzarda un peloso appoggio russo, qualcun altro una trumpiana strizzata d’occhio (magari un bel connubio internazionale a sostegno di una prospettica autarchia italiana), qualcuno resta a livello nazionale e pensa alla solita massoneria, a certe forze economiche (Cernobbio docet?), ad alcune frange delle Forze Armate, a tutti coloro che sono pronti da sempre a pescare nel torbido pur di condizionare o addirittura ribaltare le istituzioni democratiche. A questa gentaglia evidentemente non basta una neofascista in libera uscita, meglio un fascista dichiarato (cagato e sputato si diceva volgarmente!).
La storia insegna che queste avanguardie hanno un peso notevole e possono trascinare nel baratro la vita politica. Non so quale possa essere il “contentone” per inglobare Vannacci: non credo che si accontenterà molto facilmente. Forse sarà la spada di Damocle sul centro-destra, prima, durante e dopo le elezioni.
Mi interessa molto di più il centro-sinistra anche perché non credo che questa coalizione possa limitarsi a sbandierare lo spauracchio della destra per vincere le elezioni, presentandosi senza uno straccio di programma e di leadership. Infatti, se per caso, così facendo, dovesse comunque perdere la competizione elettorale, uscirebbe becco (tradito dal potenziale suo elettorato) e bastonato (senza identità e senza l’onore delle armi socio-culturali); se uscisse invece vincente, sarebbe la vittoria di Pirro (senza un vero programma elettorale e senza una vera squadra di governo).
Mi ha impressionato lo schema del campo largo di cui sopra: in buona sostanza le divergenze politico-programmatiche sono piuttosto gravi e sostanziali, tali da richiedere un difficilissimo lavoro di cucitura. Niente di strano, la politica è fatta di mediazione, di sintesi, di compromesso, ma il tutto deve avvenire ai livelli più alti e ciò si può ottenere con l’azione di almeno un personaggio di notevole livello e carisma che funzioni da catalizzatore, ammesso e non concesso che i diversi partiti e i loro deboli leader si lascino catalizzare.
Non vedo sulla scena un simile attore e peraltro non vedo nemmeno i vari personaggi del campo largo umilmente alla ricerca di un autore o di un regista. Mi sembra al contrario che tutti cerchino di accentuare le differenze in clima di elezioni primarie in cui sfruttare le opzioni popolari anziché interpretarle e rappresentarle con un respiro politico unitario. Su questa insensata tattica si sta intestardendo il M5S: questa non è chiarezza è populismo, non è confronto politico è prevaricazione.
Venti punti per scalare il campo largo e presentarsi al tavolo della coalizione con proposte dirompenti. Dalla cannabis al fine vita, dal salario minimo al voto ai sedicenni. Ma è soprattutto la politica estera che rischia di far saltare il banco nel campo largo, con il no esplicito al Rearm Eu e al 5% del Pil per le spese militari, e quello, più sfumato almeno nella formulazione, sulle armi a Kiev. Giuseppe Conte affila le lame in attesa che la base del M5s voti il programma venuto fuori da Nova, il processo di raccolta e sintesi delle proposte dell’elettorato grillino (o ex tale), rigorosamente «dal basso». Dopodiché l’ex premier avrà l’investitura tanto attesa per andare a trattare con gli alleati. (“Avvenire” – Matteo Marcelli)
Le elezioni primarie, senza il propedeutico lavoro di cucitura programmatica di cui sopra e senza veri leader in campo, rischiano di essere un bagno di sangue o quanto meno di costituire una pessima preparazione al voto vero e proprio.
Riusciranno i nostri piccoli eroi a capirlo? A fare un passo indietro come fanno gli atleti quando prendono la rincorsa per gareggiare al meglio? Ho seri dubbi. Non voglio gufare o fare il menagramo. Spero di non dover andare alle urne con il naso turato o addirittura di dovermene stare a casa.
