«Ieri Bologna ha visto due piazze – scrive il primo cittadino in una lettera aperta alla città -. Piazza Nettuno rappresenta Bologna. C’erano migliaia di persone che si sono incontrate pacificamente e spontaneamente, per esprimere la loro vicinanza alla famiglia di Abderrahim Fakir. Piazza Roosevelt e gli scontri, invece, non rappresentano Bologna. Chi pensa di rispondere alla violenza con la violenza si chiama fuori dallo stato di diritto. E dunque si chiama fuori dalla nostra comunità democratica». Contro il primo cittadino si erano scagliati nelle scorse ore numerosi esponenti del centrodestra, in particolare di Fratelli d’Italia. Dal ministro per il Pnrr e gli Affari europei, Tommaso Foti, che ha esortato Lepore ad «assumersi le proprie responsabilità per convocato una manifestazione che, come prevedibile, è degenerata». Al capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, che ha bollato il sindaco come «irresponsabile». La Lega, invece, in una nota lo ha invitato a dimettersi «subito». E il vicepremier Antonio Tajani, assicurando che la «magistratura farà luce» sulla morte di Fakir, ha parlato di «una certa sinistra che alimenta l’odio», definendo da «irresponsabili chiamare i cittadini in piazza per esprimere sdegno, sapendo che degenererà in violenza». Così come è «da irresponsabili mettere a ferro e fuoco una città come Bologna». Senza giri di parole anche il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, secondo cui «gli scontri hanno dimostrato che la vera violenza è a sinistra», ha detto pubblicando il confronto fra un’immagine del video diventato virale in queste ore che lo ritrae come un condottiero romano, che definisce «satira irreale e fatta dall’AI» e una foto degli scontri. (“Avvenire” – Giuseppe Muolo)
Non sopporto questo perbenismo anti-piazza, mi rimane sullo stomaco, anzi sulla coscienza democratica. È ora che la gente scenda in piazza, forse è già tardi e si aprono le piazze della protesta quando i buoi di regime sono sempre più incardinati nelle stalle del potere. È più rischioso lasciare la democrazia nelle mani di chi la vuole addomesticare o addirittura annichilire oppure promuovere la protesta contro i governanti anti-costituzionali, che può anche in minima parte degenerare in episodi di violenza?
La piazza non deve fare paura a chi intende ripristinare quel po’ di democrazia che rimane dopo i coordinati e continuativi attacchi provenienti direttamente dagli attuali “sporcaccioni” governanti e indirettamente dall’attuale debole per non dire omertosa opposizione, che lascia distruggere le istituzioni pensando di recuperarle a babbo morto.
La sinistra non si faccia intimidire né dal giaguaro della destra al potere né dagli amici del giaguaro che ingenuamente o irrazionalmente si lasciano trascinare nel vortice della violenza.
Da una parte abbiamo il vannacccismo che scopre gli altaroni del melonismo, dall’altra abbiamo la piazza che scopre i gioconi della destra e i giochini della sinistra. Sto decisamente e convintamente dalla parte della piazza buona (nonostante i violenti che possono disturbarla), che rappresenta finalmente il maggioritario sussulto democratico popolare e che scaccia la minoranza silenziosa prona al potere dominante a livello nazionale, europeo ed internazionale.
Detta in modo brutale: dovrei imbalsamare la piazza perché i cretini si lasciano andare a comportamenti inaccettabilmente violenti, non capendo di fare il gioco di chi vuole trasformare la polizia, eventualmente vittimizzata, in strumento di repressione in favore della falsa sicurezza? Oltre tutto mi chiedo: come mai la polizia non basta a chi vuol farsi giustizia da sé?
Lasciamo che chi è insoddisfatto dell’attuale andazzo anti-democratico abbia il coraggio di trasformare il mugugno dell’astensionismo in aperta protesta di piazza. La sinistra non si illuda di sbrigare la propria pratica di opposizione brandendo in Parlamento qualche patetico e folcloristico cartello e/o ripiegando maldestramente sulle beghe dei benpensanti.
Walter Veltroni ad esempio sostiene che la sicurezza sia un enorme tema di giustizia sociale. Egli critica la sinistra per aver ignorato o sottovalutato a lungo questo argomento, lasciandolo strumentalizzare dalla destra e sottolineando come l’insicurezza colpisca maggiormente le fasce più deboli come anziani, donne e abitanti delle periferie. Non vorrei che il “maanchismo” veltroniano finisse col frenare le battaglie emergenziali in difesa della Costituzione sotto attacco. Cosa facciamo? Discutiamo del “sesso degli angeli della politica di sinistra”, perdendo tempo prezioso, mentre la destra butta all’aria il sistema?
Non si tratta di fare della demagogia, ma di difendere la democrazia. E allora bene ha fatto il sindaco di Bologna ad appoggiare la manifestazione popolare che chiedeva chiarezza sugli incresciosi fatti accaduti. Attenzione perché la misura si sta colmando e, se la sinistra non riuscisse minimamente a capire e ad interpretare la sacrosanta protesta, allora si potrebbe creare un clima di conflittualità civile senza sbocco politico, funzionale agli obiettivi strategici della destra e alle procedure tattiche dei tanti Vannacci che stanno venendo allo scoperto a livello di vertice e di base.
