Grazia a Nicole Minetti: non ci siamo sbagliati, la merita tutta. Aiuti chiesti da Giorgia Meloni all’Ue per la crisi energetica: sembrava un secco no ed è arrivato un quasi sì. Una donna laica al dicastero vaticano per la Comunicazione: una pagina nuova per la Chiesa.
Dietro la grazia a Minetti si celano parecchi dubbi: se si fosse chiamata Maria Rossi l’avrebbe ottenuta? La Magistratura ha appurato la verità o ha difeso il proprio sbrigativo comportamento? Cinquanta richieste di risarcimento non sono un po’ troppe?
Inoltre, il procuratore della Repubblica in Uruguay «ha riferito, in relazione al decesso del legale del minore, che non vi sono ipotesi di reato». E «risultano smentite da numerose dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive, nonché dalle dichiarazioni rese ai Carabinieri da persone informate sui fatti», le «affermazioni circa feste con droga e sesso a cui avrebbe preso parte Nicole Minetti negli ultimi anni». Affermazioni che, ricorda la Pg, erano state «rese originariamente al Fatto Quotidiano dalla massaggiatrice, dapprima con modalità anonime e in seguito con indicazione del proprio nominativo». Nanni precisa che «non si è proceduto ad accertamenti mediante rogatoria internazionale». E il Guardasigilli precisa: «Non vi è possibilità di una rogatoria tra Uruguay e Italia al di fuori del casi specifici dove sia coinvolto un indagato». (“Avvenire” – Vincenzo R. Spagnolo)
Insomma, la procura della Repubblica ha appurato se gli elementi a supporto della domanda di grazia esistono veramente? Dopo la prima indagine della magistratura e forse ancor più dopo la seconda, se fossi il Capo dello Stato non sarei tanto tranquillo, avrei parecchi dubbi, aumentati dall’improvviso atteggiamento filo-quirinalizio di quasi tutto il mondo mediatico: è il regime berlusconiano incarnato nell’attuale governo che si è sentito toccato, tira un sospiro di sollievo e difende in mala fede chi ha deciso la grazia in buona fede? Ho l’impressione che a Mattarella abbiano fatto la torta, lui si è accorto che era indigesta e l’ha rimandata al mittente, i cuochi l’hanno tenuta in freezer qualche giorno, hanno verificato che gli ingredienti non fossero avariati e gliel’hanno rimandata, ma indigesta rimane…
Dietro la gentile concessione europea al governo Meloni c’è un ladies agreement tra Ursula von der Leyen e Giorgia Meloni che si sostengono a vicenda, con tanto di sale nella coda per l’Italia, che dovrà finalmente investire in campo energetico e smetterla con le marchette sulle accise? Persino Fitto era stato meno possibilista! Forse Meloni ha più filo di quanto appaia per la tela europea oppure è in arrivo una polpetta avvelenata per il bilancio dello Stato italiano?
La flessibilità prevista dall’Unione Europea in materia energetica potrà essere usata solo per investimenti strutturali e che accelerino la transizione dai fossili – ad esempio sostegni ai veicoli elettrici, batterie, pannelli solari – e non invece per sussidi alla domanda di fonti come carbone o petrolio. (“Avvenire” – Gianluca Carini)
Dietro la nomina vaticana di una giovane e bella (il che non guasta mai…) donna, Maria Montserrat Alvarado, Ceo di EWTN, impero mediatico cattolico in USA, alla guida del Dicastero per la Comunicazione c’è un segnale di novità per la Chiesa e per le donne o c’è soltanto un tentativo di recupero prevostiano della tradizione coniugata con la modernità. Un contentino ai cattolici statunitensi messi sul chi vive dalle drastiche opinioni papali sulla presidenza Trump e sulla messa in discussione del loro assurdo voto per il sempre più folle tycoon?
Fin dalla sua nascita EWTN ha rappresentato una sensibilità ecclesiale fortemente legata alla difesa della dottrina tradizionale, alla centralità della liturgia e a una lettura rigorosa del magistero cattolico. Questa impostazione, condivisa da una parte significativa del cattolicesimo statunitense, ha contribuito al successo dell’emittente ma ha anche generato attriti quando Papa Francesco ha cercato di promuovere un approccio pastorale maggiormente orientato all’ascolto, all’inclusione e all’attenzione verso le periferie esistenziali. Molti commentatori vicini al network hanno espresso riserve sulle aperture pastorali contenute nell’esortazione apostolica Amoris Laetitia, sul processo sinodale, sul dialogo con altre confessioni religiose e sulle scelte del Papa riguardanti l’ambiente, le migrazioni e la giustizia sociale. (“FarodiRoma” quotidiano di informazione –Sante Cavalleri)
È proprio vero che ogni medaglia ha il suo rovescio e che non è oro tutto quel che luccica. Forse sono io che penso male e ho la rischiosa tendenza a non berla da botte. Sono coraggiosamente attento alle questioni oppure ho la fortuna di non avere nulla da perdere? Altro dubbio…
Durante la degenza ospedaliera di mia sorella, che ormai preludeva purtroppo alla sua fine, mi sforzavo di esserle vicino e questi miei tentativi erano apprezzati dagli altri degenti, i quali lanciavano messaggi consolatori del tipo: “Lei è fortunata ad avere un fratello così premuroso…”. Mia sorella non gradiva e, con il suo realismo al limite della spietatezza, rispondeva: “Non è oro tutto quel che luccica…”.
