Miei cari regimi vicini e lontani

Diffusa per tutta la Cina c’è una vasta rete di campi di lavoro e centri di detenzione amministrati dalle potenti agenzie della sicurezza interna del regime comunista. In queste strutture sono reclusi uomini e donne, intellettuali e ignoranti, prigionieri di coscienza e funzionari corrotti. Alcune di queste sono dei tentacolari complessi di schiavismo e tortura; altre sono strutture speciali in cui i detenuti privilegiati scontano la pena in un relativo benessere. (epochtimes.it)

 

Giudici, politici, funzionari e oligarchi. Nessuno è al riparo dalla “Mani pulite” in versione russa. Non passa settimana che non si registrino arresti eccellenti, condanne pesanti o inchieste clamorose, raccontate senza censura anche dai media ufficiali. È questo il tentativo da parte del Cremlino di dimostrare alla propria opinione pubblica che nessuno è al di sopra della Legge, in un momento in cui il Paese sta tirando la cinghia per «l’Operazione militare speciale» (Svo) in Ucraina? Oppure, dietro alla facciata della lotta alla corruzione, si nascondono altri fini come una nuova “privatizzazione” o è in corso uno scontro intestino al potere con inclusi test di fedeltà? Gli esperti russi sono divisi, ma quello che è certo è che l’ondata di “pulizia” non ha precedenti. (“Avvenire” – Giuseppe D’Amato, Mosca)

 

Le lobby americane sono gruppi organizzati che influenzano legalmente le decisioni politiche, legislative e governative negli USA, agendo per conto di imprese, associazioni o gruppi di interesse. Svolgono attività di “lobbying” (pressione) per promuovere o bloccare leggi, spesso finanziando campagne elettorali e fornendo competenze tecniche ai decisori, un sistema regolamentato e centrale nella democrazia americana. Esiste la lobby delle armi, la lobby degli israeliani, persino la lobby degli omosessuali.

 

In Israele non comandano direttamente i capi religiosi nel senso di una teocrazia, ma le istituzioni religiose e i partiti religiosi esercitano un’influenza significativa e crescente sul governo e sulla società. 

Mentre in Italia si è votato di recente un referendum per riformare la giustizia, in Israele, il 24 marzo scorso, è stata approvata una legge sostenuta dal governo sulla giustizia. Nella notte, mentre nei cieli del Medio Oriente volavano droni ed esplodevano bombe, la Knesset, il Parlamento israeliano, si è riunita in un lungo dibattito per votare un emendamento volto a conferire più poteri ai tribunali religiosi, rabbinici e della Sharia. La legge è stata approvata con 65 voti favorevoli e 41 contrari.

Secondo i critici, si è voluto creare un canale parallelo al sistema civile che rafforzerà il ruolo della religione nello Stato e indebolirà i diritti individuali, in particolare quelli delle donne. Come osserva Haaretz, la misura “rischia di creare sistemi legali paralleli” e di incidere sull’uguaglianza.

I tribunali rabbinici, dove non ci sono giudici donne, fanno parte del sistema giudiziario israeliano e si occupano attualmente di questioni legali come divorzi, testamenti ed eredità, nonché conversioni religiose. Il sistema è composto da 12 tribunali regionali e dal Grande Tribunale Rabbinico di Gerusalemme, che rappresenta il massimo organo d’appello, presieduto attualmente dal rabbino capo sefardita David Yosef. focusmediterranee.com)

 

Fin qui le fotografie giornalistiche delle società risalenti alle quattro maggiori potenze a livello mondiale. Niente di nuovo e niente di speciale. Questa orrenda visuale viene riportata da chi ha visitato per vari motivi questi Stati.

Un carissimo amico imprenditore, che aveva rapporti d’affari con la Russia, mi raccontava come all’atto di mettere piede sul territorio russo ci si accorga immediatamente di essere sbarcati in un mondo dominato in tutto e per tutto dalla mafia.

Un altro amico, operatore economico di alto livello, di ritorno da un viaggio in Cina, osservava come il regime cinese si basasse sul sistematico sfruttamento del lavoro in modo da garantire costi molto bassi per i prodotti con cui inondare i mercati vincendo la concorrenza. Il giorno in cui i cinesi riusciranno a reagire a questo sistema e riusciranno ad ottenere qualche diritto in campo lavorativo, aggiungeva, il regime crollerà o cambierà di molto.

Un amico che aveva lavorato in campo musicale per qualche tempo negli Usa, mi chiariva spietatamente come la democrazia statunitense fosse dominata in tutto e per tutto dalle lobby: una sorta di strisciante istituzionalizzazione lobbistica dell’intera società.

Mia sorella, di ritorno da un pellegrinaggio in Terra Santa, mi riferiva la sua impressione: gli ebrei comandano a loro piacimento e sfruttano i palestinesi; i palestinesi non capiscono niente e non riescono a reagire politicamente ripiegando sulla violenza e sul terrorismo.

Questo è il mondo in cui viviamo?! L’Europa, che ha in sé tutti i difetti di cui sopra, ma in modo più contenuto, mantiene un minimo di garanzia democratica per i cittadini. Fino a quando? Non riesce però ad influenzare il mondo – la mafia russa, la tortura cinese, la finta democrazia americana, la cattiveria difensiva israeliana – anzi rischia di essere contaminata e condizionata sempre più. O ci diamo una mossa o rischiamo un bel mattino di svegliarci immersi nel marasma poliziesco, mafioso, lobbistico e imperialistico di nemici ed alleati messi assieme, illusi magari di vivere nella pace dei sepolcri e nell’ordine dei cimiteri.