Piantedosi così carino così freddino

Fermo di 45 giorni per la nave di soccorso Aurora della Ong Sea Watch disposto dalle autorità italiane che contestano all’equipaggio di non avere comunicato con le milizie libiche. Il provvedimento, piuttosto duro, si aggiunge a quello che interessa anche la Sea-Watch 5, della stessa organizzazione. Nei giorni scorsi era stato comunicato il provvedimento, di cui ora è stata resa nota anche la durata. Aurora aveva salvato 44 migranti, bloccati per cinque giorni su una piattaforma petrolifera abbandonata, e li aveva condotti a Lampedusa.

«Nonostante l’altissimo tasso di violenza contro le persone in fuga e contro le organizzazioni non governative, le milizie libiche continuano a ricevere sostegno politico e materiale da parte del Governo italiano e riconoscimento da parte degli Stati membri dell’Unione europea. L’impunità equivale di fatto a incoraggiare ulteriore violenza. L’Unione europea dovrebbe porre fine a ogni forma di cooperazione e l’Italia dovrebbe stracciare l’accordo Italia-Libia».

 «Fermo di 45 giorni per l’Aurora Sar, sbarcata ad Agrigento. L’imbarcazione, battente bandiera tedesca e parte della flotta di Sea Watch, ancora una volta non ha rispettato gli obblighi previsti per le operazioni di salvataggio in mare. Un’altra grave violazione del diritto internazionale che impone di coordinarsi con le competenti autorità statali. Le leggi si rispettano» si legge in un post sui social del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. (“Avvenire” – Daniela Fassini)

Una domanda al ministro Piantedosi. Chi non rispetta il diritto internazionale? Un’imbarcazione che presta soccorso ai migranti o le unità libiche che da anni intercettano in mare le persone in fuga, spesso con l’uso di violenza estrema, e le riportano forzatamente in Libia, dove sono detenute e subiscono abusi?

Mi sembra che il ministro degli Interni abbia un concetto molto burocratico e poco umano del diritto internazionale. È vergognoso che l’Italia continui a collaborare con le milizie libiche in base ad accordi assolutamente inaccettabili. Se è vero che inizialmente la stipula dell’accordo Italia-Libia è stato un gravissimo errore umano e politico della sinistra al governo (Marco Minniti), è altrettanto vero che la perseveranza in materia dell’attuale governo è diabolica.

Continuiamo imperterriti a nascondere i migranti sotto il tappeto libico. D’altra parte non abbiamo forse rimpatriato Almasri, a capo delle operazioni delle Forze speciali di deterrenza presso la prigione allestita nell’aeroporto militare di Mitiga, considerato come il principale centro di detenzione dell’area di Tripoli. E ciò in barba al diritto internazionale, vale a dire ad un mandato d’arresto con l’accusa di crimini di guerra e crimini contro l’umanità.

Ebbene, se devo essere sincero, non mi scandalizzo delle eventuali scappatelle amorose del ministro Piantedosi (come ben si sa il governo è forte, ma la carne è debole), mi si rivoltano le budella al pensiero di come vengono trattati i migranti anche per l’omertoso perbenismo del ministro stesso. Non si dovrebbe dimettere tanto per le affettuosità verso Claudia Conte, ma per l’insensibilità verso i migranti in balia delle onde del mare e/o detenuti nei lager libici.