Una sventagliata etica in faccia ai governanti in calore

Dell’intervento del presidente Mattarella alla tradizionale cerimonia del ventaglio, di cui consiglio una lettura integrale, vorrei cogliere una sorta di leitmotiv, come succede nelle migliori sinfonie.

Da una lettura frettolosa e superficiale di questo discorso si può trarre l’impressione sbagliata e strumentalizzante della benzina inopportunamente buttata sul fuoco dell’incendio mondiale: è la lettura del Cremlino, e non solo, con le scomposte conseguenti reazioni pseudo-diplomatiche.

Se ci limitiamo a osservare la situazione geopolitica con gli occhiali deformanti del realismo sgovernante, restiamo indubbiamente colpiti e finanche irritati. Se invece inforchiamo coraggiosamente gli occhiali della coesistenza pacifica dei popoli, non possiamo che trovarci in perfetta sintonia etico-politica col nostro presidente della Repubblica, il suo sforzo di leggere il passato e ipotizzare il futuro partendo dagli aneliti e dalle speranze popolari, il tentativo di riportare continuamente la politica e la diplomazia dal chiuso dei palazzi all’aria aperta delle piazze.

A mio giudizio Sergio Mattarella si sforza di leggere la storia distinguendo i governanti, i loro tragici errori e i loro comportamenti inaccettabili, dai sentimenti profondi dei popoli che anelano alla pace. Il criterio vale per tutte le drammatiche situazioni: Russia-Ucraina, Israele-Palestina, Usa-resto del mondo, Europa-Nato-Riarmo, Italia-europeismo scettico-occidentalismo di maniera.

Non vien forse spontaneo a tutti chiedersi come sia possibile che il popolo russo sopporti, dopo tutte le esperienze sofferte, un’autocrazia imperialista e bellicista; come sia possibile che il popolo ebreo accetti di trasformarsi da perseguitato a persecutore; come sia possibile che il popolo palestinese affidi il proprio riscatto ai terroristi di Hamas;  come sia possibile che il popolo americano consegni le chiavi del Paese più importante del mondo nelle mani  di un pazzo-delinquente; come sia possibile che gli europei accettino supinamente di acconciarsi a una politica di belligeranza continua; come sia possibile che gli italiani mettano una pietra sul passato resistenziale per accettare di essere guidati dal fascisteggiante nulla del cosiddetto centro-destra.

La Costituzione italiana in tutta la sua filosofia etica, culturale, politica, sociale ed istituzionale, è l’esempio di come si debba correttamente coniugare l’azione dei governanti con la volontà popolare tramite una rigorosa distinzione dei poteri e il presidente della Repubblica a garantirla per gli interessi democratici del popolo.

E allora fa benissimo il Capo dello Stato a dire le verità scomode in faccia al mondo, senza indulgere al catastrofismo, ma provocando scossoni di ritorno ai principi fondamentali da porre alla base della coesistenza pacifica.  Ce n’è per tutti!

Mi sembra opportuno riportare di seguito un passaggio del discorso di Mattarella, che ha suscitato, come già successo in passato, le ire del Cremlino.

“Nel settembre del 2021 questi saloni hanno ospitato l’annuale riunione tra i Presidenti di Repubblica dell’Unione Europea senza compiti di governo.

Nel corso delle discussioni, il Presidente di allora della Finlandia – Sauli Niinisto – comunicò a quanti eravamo presenti che, considerato che il 2025 – quest’anno – sarebbe stato il cinquantesimo dalla Conferenza di Helsinki del 1975 sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa, la Finlandia avrebbe promosso una nuova Conferenza per esaminare lo stato della cooperazione nel Continente e definirne criteri di sviluppo.

Alla base di questo annuncio vi era l’orgogliosa rivendicazione della possibilità per la Finlandia di svolgere, nuovamente, questo ruolo perché neutrale.

Dopo cinque mesi, la Finlandia ha chiesto, con determinazione, di entrare nella Nato, di cui oggi fa parte.

Perché l’aggressione della Russia all’Ucraina ha cambiato la storia d’Europa.

Quel grande Paese, che tale rimane, malgrado le gravi responsabilità che la sua attuale dirigenza si è assunta di fronte alla storia, e sulla cui collaborazione avevamo nutrito ampia fiducia nell’Unione Europea, ha assunto sempre più una sconcertante configurazione volta allo scontro di potenza militare”.

Se Putin si incazzerà, tanto meglio perché vuol dire che il nostro capo dello Stato sa colpire nel segno e toccare nel vivo anche durante la “frivola” cerimonia del ventaglio.

Riporto anche le testuali dichiarazioni di Mattarella sulla situazione dei rapporti tra Israele e Palestina.

“Sul Medio Oriente è persino scontato, purtroppo, affermare che la situazione a Gaza diviene, di giorno in giorno, drammaticamente più grave e intollerabile; e speriamo che alle pause annunziate corrispondano spazi di effettivo cessate il fuoco.

Due mesi addietro, in una delle occasioni più solenni del Quirinale – l’incontro, per la nostra Festa nazionale, con gli ambasciatori che rappresentano in Italia i Paesi di ogni parte del mondo – dopo avere ricordato l’orrore del barbaro attacco di Hamas del 7 ottobre di due anni fa, con tante vittime tra inermi cittadini israeliani e con l’ignobile rapimento di ostaggi, ancora odiosamente trattenuti, ho sottolineato come sia inaccettabile il rifiuto del governo di Israele di rispettare a Gaza le norme del diritto umanitario, ricordato pochi giorni fa – appunto – da Leone XIV.

Ho aggiunto, in quell’incontro, che è disumano ridurre alla fame un’intera popolazione, dai bambini agli anziani e che è grave l’occupazione abusiva, violenta, di territori attribuiti all’Autorità Nazionale Palestinese in Cisgiordania. Ho espresso l’allarme per la semina di sofferenza e di rancore che si sta producendo, che, oltre ad essere iniqua, contrasta con ogni vera esigenza di sicurezza.

Quel che è avvenuto nelle settimane successive è ulteriormente sconvolgente. Sembra che sia stata scelta la strada della guerra continua e ovunque, dimenticando che la guerra suscita nuove schiere avverse, nuovi reclutamenti di nemici, indotti anche dal risentimento, dalla frustrazione, dalla disperazione.

L’incredibile bombardamento della Parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza è stato definito un errore.

Da tanti secoli, da Seneca a Sant’Agostino, ci viene ricordato che “errare humanum est, perseverare diabolicum”.

Si è parlato di errori anche nell’avere sparato su ambulanze e ucciso medici e infermieri che si recavano per dar soccorso a feriti sui luoghi più tragici dello scontro, nell’aver preso a bersaglio e ucciso bambini assetati in fila per avere acqua, per l’uccisione di tante persone affamate in fila per ottenere cibo, per la distruzione di ospedali uccidendo anche bambini ricoverati per denutrizione.

È difficile, in una catena simile, vedere una involontaria ripetizione di errori e non ravvisarvi l’ostinazione a uccidere indiscriminatamente.

Una condizione raffigurata, in maniera emblematica, dal bambino ferito, accolto con sua madre in un ospedale italiano, dopo aver perduto il padre e nove fratelli – tutti bambini – nel bombardamento della sua casa”.

Non so quale sarà la reazione di Netanyahu alle chiare analisi critiche di Mattarella: probabilmente farà finta di niente. Un modo per fregarsene dei popoli anzi per proseguire nella marcia contro i popoli.

Di fronte al virtuoso comportamento del nostro presidente della Repubblica cosa diranno i protagonisti della nostrana politica del pesce in barile nonché fautori della riforma anti-costituzionale in discussione in Italia? Abbozzeranno e andranno avanti per la loro strada che porta al disastro. Mal comune mezzo gaudio!