Ci siamo abituati a pensare alla disuguaglianza estrema come a una caratteristica spiacevole ma inevitabile delle economie moderne, nonché come a un necessario compromesso per ottenere buone performance economiche. Non è né l’una né l’altra cosa. La disuguaglianza è la conseguenza diretta di scelte politiche in materia di tassazione, mercato del lavoro, investimenti pubblici e regole che governano le nostre economie. Negli ultimi decenni molte di queste scelte hanno ridotto il potere del lavoro rispetto al capitale, consentito alle imprese e ai super-ricchi di sfruttare scappatoie fiscali e indebolito gli investimenti pubblici.
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L’Italia resta uno dei Paesi più diseguali d’Europa. La concentrazione della ricchezza al vertice della distribuzione continua ad aumentare, mentre la quota detenuta dalla metà più povera della popolazione è in calo da anni. Il 5% più ricco dei nuclei familiari italiani, titolare di metà della ricchezza nazionale, possiede da solo quasi il 17% di ricchezza in più rispetto a quella detenuta complessivamente dal 90% più povero delle famiglie. (“Avvenire” – Premio Nobel per l’Economia Joseph E. Stiglitz)
Per Norberto Bobbio, il discrimine fondamentale tra destra e sinistra risiede nel diverso atteggiamento nei confronti dell’ideale di eguaglianza.
Ecco i punti chiave del suo pensiero sulla sinistra:
- La stella polare dell’eguaglianza: Per Bobbio, chi è di sinistra assegna un valore centrale all’eguaglianza e si impegna politicamente per ridurre le diseguaglianze sociali ed economiche tra gli individui, considerandole in gran parte rimovibili (al contrario della destra, che le ritiene ineliminabili o naturali).
- Non è un’uguaglianza assoluta: La sinistra non pensa che gli uomini siano tutti uguali in ogni aspetto, ma sceglie di agire su ciò che li rende tali, lottando per “rendere più uguali i diseguali”.
- Una questione morale prima che economica: Essere di sinistra, nella visione bobbiana, nasce spesso da un sentimento di insofferenza e di giustizia morale di fronte alle ingiustizie e alle disparità della società.
- Il legame con il socialismo liberale: La tradizione politica di riferimento di Bobbio è quella del socialismo liberale: unire gli ideali di emancipazione sociale ed eguaglianza tipici della sinistra con la difesa irrinunciabile delle libertà politiche, dei diritti della persona e della democrazia costituzionale, rifiutando ogni deriva autoritaria o rivoluzionaria violenta.
Il tracollo della Cdu è anche fortemente e drammaticamente simbolico, perché Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi e Robert Schuman, tre padri nobili dell’Europa unita, erano cristiano democratici ma dei loro partiti è rimasto finora integro solo quello tedesco: la Democrazia cristiana italiana, la “Balena bianca”, si è disfatta ormai oltre 30 anni fa nel mare magnum di Tangentopoli, lasciando dietro di sé un nugolo di “pesciolini” troppo piccoli per incidere oppure praticamente indistinguibili dentro i partiti più ampi in cui sono confluiti; il Movimento repubblicano popolare francese si sciolse già alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso. Lo stesso discorso si potrebbe fare per il forte ridimensionamento, un po’ ovunque nei Paesi europei, delle forze socialdemocratiche (in particolare la Spd tedesca e il Ps francese) e liberaldemocratiche. È il centro politico che sembra sciogliersi, inteso non come metafora dell’immobilismo o della spartizione partitocratica, bensì come luogo del confronto franco tra posizioni differenti alla ricerca di un punto d’incontro per il bene comune, nell’ambito di regole democratiche condivise e nella legittimazione reciproca. È questo che si intende quando si afferma che in democrazia i governi possono essere di destra o di sinistra, ma si governa davvero soltanto dal centro. (“Avvenire” – Danilo Paolini)
In estrema sintesi uguaglianza, libertà e solidarietà. Il programma del cosiddetto campo largo del centro-sinistra dovrebbe partire da questi presupposti culturali, storici e politici. Occorre recuperare il senso della politica di sinistra abbinata alla politica del centro di ispirazione cristiana. In Italia doveva essere la logica del partito democratico. Rimane l’imperativo per un rilancio, anche e non solo in chiave elettorale, della proposta progressista alla società italiana con l’occhio attento alla costruzione degli equilibri europei (rilancio dell’Unione Europea) ed internazionali (rilancio del multilateralismo e delle sue istituzioni).
