Una subdola dichiarazione di guerra alla Spagna

Non è solo una nuova ondata migratoria. È una crisi che riporta al centro la fragilità della frontiera più esposta d’Europa, quella di Ceuta, enclave spagnola in territorio africano, a pochi chilometri dal Marocco. In poche ore migliaia di persone hanno tentato di attraversare il confine, prima affrontando il mare a nuoto, poi riversandosi verso la barriera che separa l’Africa dall’Unione Europea. Uomini, donne con bambini in braccio, ragazzi e perfino persone con disabilità hanno raggiunto la città autonoma spagnola, cambiandone il volto in una sola giornata. Alcuni non ce l’hanno fatta: sarebbero almeno 11 i morti tra le onde. E le forze di sicurezza marocchine non hanno quasi tentato di fermare il flusso, mentre dall’altra parte della frontiera la Guardia Civil ha moltiplicato gli interventi con motovedette, droni e sistemi di sorveglianza. Le immagini dei giovani fradici che raggiungono la riva e delle colonne di persone lungo chilometri sulle colline attorno a Ceuta hanno riportato alla memoria la crisi del maggio 2021, quando oltre 8mila migranti attraversarono il confine in appena 48 ore, provocando una grave emergenza umanitaria e una crisi diplomatica tra Madrid e Rabat. (“Avvenire” – Chiara Vitali)

La questione migratoria diventa sempre più impellente, mettendo in luce situazioni emergenziali drammatiche. È di turno la Spagna e il governo italiano cosa fa? Si chiama fuori con un vergognoso “arrangiatevi”, con un vomitevole atto di egoismo anti-europeo, nascosto dietro la sospensione dell’accordo di Schengen che stabilisce la libera circolazione delle persone senza controlli alle frontiere interne, l’uso di regole comuni per i visti e una forte unione tra le forze di polizia. La giudico una vera e propria operazione di sciacallaggio politico a livello internazionale. Roba da far impallidire il peggior Mussolini possibile e immaginabile. Mi vergogno di essere italiano, chiedo scusa agli spagnoli oltre che naturalmente ai migranti disperati, chiedo perdono a quanti hanno creduto e voluto un’Europa unita. Possibile che di fronte alla catastrofe umanitaria di Ceuta non si possa fare altro che chiedere il ripristino di muri e frontiere!? L’occasione si sta rivelando propizia per regolare con la Spagna il conto anti-trumpiano, per rinsaldare le fila governative sulla pelle dei migranti e per lisciare il pelo ai vannaccisti dilaganti. Tutti per Meloni, Vannacci per tutti.

Il Governo ha impellenza di intervenire. Si attende solo un gancio. Lo offre il commissario Ue agli Affari interni, Magnus Brunner, con la sua prima dichiarazione: «La protezione delle frontiere esterne dell’Unione – dice – è una parte cruciale dei nostri sforzi per combattere la migrazione illegale. Siamo in contatto con le autorità competenti riguardo alla situazione in evoluzione a Ceuta». Pochi minuti dopo, fonti vicine al Governo italiano fanno sapere che si sta seriamente valutando la sospensione del Trattato di libera circolazione di Schengen con la Spagna. Qualche giro di lancetta e interviene direttamente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: «Le immagini che arrivano sono impressionanti – dice sui social – e dimostrano, ancora una volta, che l’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei». Poi aggiunge, confermando l’ipotesi di una possibile sospensione dell’accordo di Schengen con la Spagna: «Mi sono confrontata con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. L’Italia non resterà a guardare. Stiamo convocando gli organismi preposti, e all’esito di queste riunioni siamo pronti a intervenire anche con strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna». E conclude: «Sull’immigrazione clandestina non arretreremo di un millimetro: difendere i confini, fermare i trafficanti di esseri umani e garantire rimpatri efficaci continuerà a essere la linea di questo Governo». (”Avvenire” – Marco Iasevoli)

Chi ci potrà difendere da questa deriva pseudo-razzista, nazionalista e populista? Attualmente solo il combinato disposto fra papa Leone e presidente Mattarella. Non è poco, ma non basta. Sinistra, se ci sei, batti un colpo! Visto peraltro che il cattivismo della destra non porta da nessuna parte, proviamo col tanto vituperato buonismo della sinistra…

Lei poc’anzi ha ricordato le parole con cui, riguardo all’epocale e globale fenomeno delle migrazioni, Leone XIV ha richiamato le coscienze di chi, nel mondo, riveste responsabilità istituzionali. Personalmente ritengo indiscutibile – e condivido appieno – la considerazione del Pontefice della insuperabile necessità di accantonare la logica dell’emergenza – del tutto improduttiva, come risulta ormai senza ombra di dubbio – e di impegnarsi in interventi di strategia di governo del fenomeno. Strategia possibile e sostenibile. L’unica in grado di evitare l’altrimenti inevitabile destino alternativo: quello di subirne conseguenze disordinate e di cercare – vanamente – di tacitare le coscienze di fronte a quanto avviene. (Dall’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia della consegna del ventaglio da parte dell’Associazione Stampa Parlamentare)

E noi ai profeti preferiamo i funzionari, i burocrati, i propalatori di cavolate solo perché non sanno un cazzo, ma lo dicono bene… Non sappiamo essere ribelli… «Quella ribellione che rifiuta il conformismo e la sconfitta, una speranza che si chiama anche dignità, una patria senza nazionalità, un arcobaleno che è anche un ponte, il mormorio del cuore, la ribelle irriverenza che si prende gioco di frontiere, dogane e guerre!» (Gustavo Esteva, intellettuale messicano).