L’Apocalisse di papa Leone XIV

Le reazioni politiche e culturali agli attuali fortissimi pronunciamenti papali sono state molto superficiali e hanno badato più ad osservare il riposizionamento della politica a livello internazionale e nazionale che a valutare la portata storica delle dichiarazioni di Leone XIV.

Tutti si sono precipitati a considerare la paradossale reazione trumpiana collocandola in una sorta di delirio, mentre in realtà si tratta di una lucida mossa difensiva rispetto allo scompiglio creato nella piccionaia dei rapporti fra cattolicità e politica e ancor più nel meccanismo di consenso religioso su cui si basa la presidenza Trump.

Il Papa infatti, opponendosi in modo così deciso a qualsiasi guerra, ha smantellato la retorica americana “Dio-guerra”, ha messo in grave e seria discussione l’adesione cattolica al progetto Maga, ha inserito un cuneo tra la presidenza statunitense e i cattolici che l’hanno appoggiata a livello elettorale e la stanno tuttora sostenendo a livello programmatico, ha fatto emergere le contraddizioni di questo sciagurato patto religione-politica.

Ma c’è molto di più, qualcosa di epocale che si affaccia sulla storia tramite la squisita e provocatoria convergenza della pastorale prevostiana col Vangelo, per certi versi sorprendente in quanto ha finalmente abbandonato i soliti ammortizzatori diplomatici. Leone XIV si pone in netto contrasto anche con la Chiesa ortodossa russa, che approva l’invasione dell’Ucraina con tanto di benedizione ai soldati…e si mette contro quella maggioranza di musulmani (non solo Isis) che hanno una concezione minimalista della pace e della vita umana…prende le distanze dall’ebraismo incollato all’Antico Testamento ed ai suoi testi dottrinari e storici…mette i puntini sulle “i” di quanti osano pregare su Trump…

Vangelo e Corano non sono la stessa cosa, Gesù e Maometto non la pensano allo stesso modo sulla pace e sulla guerra. L’antropologia dell’Islam è molto distante da quella cristiana. Muovere guerra in nome di Dio non è una forzatura esclusiva del Corano, ma una tentazione per tutte le religioni in tutti i periodi storici. Non è un caso che i facitori di guerra citino spudoratamente l’Antico Testamento, che Donald Trump lisci il pelo ai cattolici per fare guerra alla teocrazia iraniana, che Netanyahu nella sua deriva genocidaria possa contare sull’appoggio della casta religiosa ebraica.

Si tratta di una rivoluzione messa in moto da questo Papa…che sconquasso mondiale politico-religioso…la sua tenace fedeltà al Vangelo non ammette sconti…quanti nemici… Il buonismo dialogico fra le religioni deve essere rivisto nella chiarezza, abbandonando ogni e qualsiasi compromissione col potere. Povero Papa, che battaglia…lo Spirito Santo lo sostenga.

Putin per il momento tace: è più scaltro di Trump che straparla e insulta tutti tranne i suoi compari, Putin e Netanyahu. I maga-lomane sparsi in tutto il mondo sostengono con forza Trump. Il delinquente per eccellenza, Benjamin Netanyahu, è anche lui in allarme. I capi cinesi aspettano che dallo stretto di Hormuz oltre alle petroliere passino anche i cadaveri della geopolitica impazzita. Gli europei aspettano Godot.  Il governo italiano è diviso: ha il “magone” e oscilla tra l’omertoso bellicismo filo-trumpian-israeliano e il penoso bigottismo filo-vaticano in una tardiva, difficile, se non impossibile, pedalata all’indietro.

Senza esagerare siamo spettatori di uno scontro apocalittico fra bene e male, fra un umile papa, che, Vangelo alla mano, fa appello agli uomini di buona volontà, e il maligno, che si serve di uomini potenti (Trump, Netanyahu, Putin, etc.) per raggiungere i suoi scopi distruttivi. Sembra lo scontro fra Davide e Golia.

Ora partiranno le accuse volte a screditare il Vaticano nelle sue malefatte passate e presenti, ma il futuro, nonostante tutto, è dei costruttori di pace: papa Leone sta trovando il coraggio di guardare oltre…sembra quasi averci preso gusto…Giorgio La Pira in cielo applaude e con lui Gandhi, Luther King e tutti gli operatori di pace della storia.

 

N.B.: un grazie di cuore all’amico Pino Gennari, che mi ha ispirato queste profonde riflessioni.