Ed è confermata la doccia fredda: il rapporto deficit/Pil dell’Italia l’anno scorso, pur scendendo, si è fermato al 3,1%, non basta per uscire dalla procedura europea per disavanzo eccessivo. Sia Istat che Eurostat confermano lo stato di salute delle nostre finanze. Rammarico da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Fa arrabbiare che saremmo stati comunque sotto il 3% di deficit se, anche nel 2025, sulle casse dello Stato non avesse gravato l’esborso di miliardi di euro per il Superbonus. La sciagurata misura del governo di sinistra del Conte II, al momento, impedisce all’Italia di uscire dalla procedura di infrazione, togliendo al governo margine di spesa da destinare alla sanità pubblica, alla scuola, al sostegno dei redditi più bassi. Sarebbero stati sufficienti appena 20 miliardi di Pil in più rispetto ai 2.258 miliardi di Pil per il 2025 al momento stimati dall’Istat. Il paradosso è che, da molti anni ormai, i primi dati Istat sottostimano il Pil effettivo, per poi rivederlo al rialzo. Con buona probabilità, questo accadrà anche per il 2025, rivelandosi una beffa per l’Italia e per gli italiani», scrive sui social la premier. (“Avvenire”)
Ad ogni giorno (non) basta la sua pena. Il governo infatti non ammette colpe, le scarica sistematicamente sugli altri: è il turno dell’Istat, mentre per il bonus edilizio va in onda il solito ritornello “criminalizzante”. Gli insuccessi e le grane sono direttamente proporzionali alla tanto vantata durata record del governo.
In mezzo alle ombre sempre più scure ecco apparire all’orizzonte due luci piuttosto fatue.
Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per le “partnership globali”, ha chiesto alla FIFA di escludere l’Iran dai Mondiali di calcio in programma tra giugno e luglio negli Stati Uniti, in Canada e in Messico, e di ammettere al suo posto l’Italia, non qualificata dopo aver perso ai rigori con la Bosnia Erzegovina nello spareggio alla fine di marzo. La notizia è stata data dal quotidiano britannico Financial Times, poi confermata dallo stesso Zampolli al Corriere della Sera. Zampolli è un imprenditore italo-americano che vive negli Stati Uniti da oltre trent’anni. È molto amico di Trump, a cui all’inizio degli anni Novanta presentò la modella Melania Knauss, oggi moglie del presidente americano e per questo più nota come Melania Trump.(ilpost.it)
Potrebbe essere il filo della ricucitura fra Meloni e Trump? Se mai dovesse bastare così poco per risistemare i rapporti, vorrebbe dire che anche in politica estera “l’amore non è bello se non è litigarello”. Non aggiungo altro per carità globale.
La famiglia Trevaillon sta vivendo una «violenza di Stato», un «calvario» di una «crudeltà inaudita». E «non avrò pace fino a che questa famiglia non sarà riunita». La presidente della Commissione Infanzia Michela Vittoria Brambilla dopo aver incontrato a Montecitorio Catherine e Nathan, i genitori dei tre bimbi che vivevano nel bosco in Abruzzo allontanati dalla famiglia da cinque mesi, spiega di aver presentato un disegno di legge – «firmato da molti dei membri della Commissione infanzia», ci tiene a precisare – in cui, nei casi che riguardano i minori, la relazione dell’assistente sociale su cui si basa la decisione del giudice, «viene affiancata da quella di una commissione interdisciplinare composta da esperti – psciologi, psichiatri e neuropsicologi – che servirà al giudice a decidere con maggiore completezza in queste situazioni delicate». Questa coppia, spiega perciò Brambilla, «rappresenta tante altre famiglie che subiscono allontanamenti di minori sbagliati. Deve essere riformato il modo in cui i minori vengono tolti alle famiglie». (“Avvenire” – Alessia Guerrieri)
Posso capire che la maggioranza di governo sia alla canna del gas e cerchi disperatamente una boccata d’ossigeno mediatico, ma tutto dovrebbe avere un limite. Non è bastata la debacle referendaria, si insiste nel voler insegnare ai giudici il loro mestiere: ci voleva Vittoria Brambilla per scoprire l’acqua calda delle perizie tecnico-scientifiche nei procedimenti giudiziari. Chi meglio del giudice può stabilire di ricorrere a questi pareri a supporto delle proprie decisioni.
Il Parlamento faccia leggi utili ed equilibrate possibilmente non promosse sull’onda emotiva della pubblica opinione peraltro spesso strumentalizzata a fini mediatici e politici. L’iniziativa legislativa di Michela Vittoria Brambilla puzza di strumentalità lontano un miglio. Se posso essere volgare, si tratta di una “cagata” parlamentare, che non riguarda il buon menage famigliare, ma la frustrazione dei parlamentari in cerca di visibilità.
Come detto all’inizio, non passa giorno in cui il governo non abbia una seria grana da affrontare e allora meglio distrarre l’attenzione della gente andando dietro gli episodi particolari di sicura presa mediatica ma di inesistente rilevanza politico-istituzionale.
“Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito” è un celebre proverbio, spesso attribuito alla filosofia zen o a Confucio, che esorta a non fermarsi alle apparenze o ai mezzi (il dito), ma a cogliere la sostanza, l’essenza o la verità profonda delle cose (la luna).
Non v’è dubbio che Paolo Zampolli e Vittoria Brambilla stiano guardando il dito in nome e per conto – vale a dire il calcio passione nazionale e specchio del Paese, nonché la famiglia, con Dio e Patria specchietto per le allodole – per evitare la luna di molte (troppe) reali difficoltà degli italiani e del mondo.
