Quanto all’impegno del Governo, l’azione va su tre direzioni: diplomazia per tornare ai negoziati, che ha come condizione lo stop degli attacchi iraniani ai Paesi del Golfo; pressione perché i civili vengano risparmiati, e sul punto Meloni esprime «ferma condanna» per la strage delle bambine nell’asilo di Minab, chiedendo l’accertamento delle responsabilità; sostegno militare ai Paesi del Golfo. Su questi punti c’è intesa con Gran Bretagna, Germania e Francia.
Circa le basi Usa in Italia, Meloni punge le opposizioni rompendo di fatto la tregua che lei stessa ha chiesto: «Seguiamo le stesse regole degli altri Paesi Ue, Spagna compresa. A oggi non ci sono state fatte richieste». La premier ha espresso cordoglio per la morte di padre Pierre, in Libano. (“Avvenire” – Marco Iasevoli)
Sono decisamente curiose le direzioni di marcia governative in mezzo al bailamme bellico scatenato da Trump e Netanyahu (a proposito tutti ricordano la pignoleria linguistica con cui veniva e viene definita come aggressione russa la guerra in Ucraina: guai a non dichiararlo continuamente. Adesso nessuno parla di aggressione degli Usa e di Israele all’Iran: tutto e sempre colpa dei terroristi e simili, prima Hamas, poi i Pasdaran, poi gli Hezbollah…).
La prima linea del comportamento italiano sarebbe puntare alla diplomazia a condizione che gli iraniani interrompano gli attacchi ai Paesi del Golfo. Da dove è partita questa guerra? Mi sarei aspettato logicamente che si chiedesse innanzitutto la sospensione degli attacchi Usa-Israele all’Iran. Nossignori, è l’Iran che deve interrompere le rappresaglie! Strane regole diplomatiche a senso unico. Oltre tutto si sapeva benissimo che l’Iran si sarebbe difeso attaccando i Paesi del Golfo, non potendo nel modo più assoluto fare fronte direttamente alla pressione militare statunitense ed israeliana. Era più che prevedibile e allora ci si doveva pensare prima, adesso è tardi. Questa è finta, velleitaria e schizofrenica diplomazia da cortile! E siamo solo agli inizi. Arriverà purtroppo anche il contraccolpo terroristico e cosa faremo? Troveremo un altro Khamenei su cui scaricare colpe e coscienze? La storia è andata sempre così. Guerre contro il terrorismo, che non aspetta altro.
Poi viene la buona intenzione che vengano risparmiati i civili. Dove vive il governo italiano? Finge di non capire che la caratteristica orribile della guerra dei nostri giorni è proprio quella di infierire volutamente sulle popolazioni civili? D’altra parte vorrei capire come si fa a circoscrivere il teatro bellico senza scantonare inevitabilmente sul territorio dove vivono le popolazioni? Bombe intelligenti? Attacchi mirati? Chirurgia bellica? Ma fatemi il piacere!
Quanto allo scandalizzarsi perché sono state colpite bambine di un asilo siamo all’ipocrisia bella e buona: la guerra colpisce dove capita e purtroppo succede quasi sempre che capiti di essere colpito a chi non c’entra niente: è la perfida (il)logica strategia bellica. Non piangiamo sul latte versato, oltre tutto dovremmo piangere indistintamente su tutte le bambine e tutti i bambini vittime di tutte le guerre e non opportunisticamente sui bambini che sono in linea con la narrazione che ci fa comodo: mio padre le definiva causticamente “lägormi su ordinasión”.
Al sostegno militare ai Paesi del Golfo ci avrebbe dovuto preventivamente pensare chi si è preso la briga di scatenare una guerra senza capo né coda e voluta solo in base al prurito imperialista di Trump e Netanyahu. Si sapeva fin dall’inizio che nel mirino iraniano sarebbero finiti i Paesi filo-occidentali dell’area mediorientale. Adesso l’Europa viene chiamata a togliere le castagne dal fuoco. I Paesi europei, dopo essere stati umiliati, derisi, strumentalizzati e trattati a pesci in faccia, non sono stati minimamente non dico consultati, ma nemmeno informati sullo scoppio della guerra contro l’Iran e ora dovrebbero parteciparvi fornendo sostegno militare a chi viene coinvolto di sponda. Pretese assurde che vanno contro il buon senso e penso anche contro lo spirito e forse finanche contro la lettera dei trattati internazionali (li farei ingoiare a tutti i filoamericani del c….).
Anche l’attendismo targato Europa lascia molto a desiderare: non stiamo giocando a scacchi, stiamo governando degli Stati nell’interesse di intere popolazioni. E poi, siamo diventati europeisti tutto d’un colpo? Ci ripariamo sotto l’ombrello europeo? Ma che buffonata stiamo inscenando? Stiamo dicendo alla Ue: “Va’ avanti ti che a mi am scapa da riddor”. Ma la Ue non siamo noi? Scarichiamo le responsabilità sui nostri partner, lanciando persino una frecciatina alla Spagna di Sanchez, reo di essere recalcitrante di fronte alla prepotenza Usa?
Dulcis in fundo: il cordoglio per la morte di padre Pierre, caduto in Libano perché venuto in soccorso delle vittime degli attacchi israeliani. Altro non è che la macabra ciliegina sulla torta avvelenata cucinata da Trump e Netanyahu per i loro sporchi ed orribili scopi, davanti ai quali non sappiamo che balbettare e piagnucolare come finti bambini ingenui e sprovveduti.
