La Mensola all’arbitrio internazionale

Presidente Metsola, mentre l’Europa discute del proprio futuro, il Medio Oriente è in fiamme con l’attacco di Israele e Usa all’Iran. È morto il diritto internazionale o è una speranza per il popolo iraniano?

Sono certa che molti ne discuteranno. Per il Parlamento Europeo il diritto internazionale è la pietra fondante, ma bisogna evitare di abusarne per giustificare un regime tirannico che uccide la sua gente, destabilizza la regione con i suoi “vassalli”, rifornisce la Russia di droni contro l’Ucraina e costituisce una minaccia globale. Se il regime iraniano rispettasse il diritto internazionale come lo facciamo noi, il popolo iraniano sarebbe libero, Jina Masha Amini sarebbe viva, il terrore non avrebbe regnato in Iran per quasi 50 anni. E l’Europa e gli Stati del Golfo non dovrebbero affrontare attacchi indiscriminati. (dall’intervista rilasciata a Giovanni Maria del Re del quotidiano “Avvenire”)

Strano concetto di diritto internazionale quello scodellato dalla presidente del Parlamento europeo. Il diritto non si dovrebbe rispettare? Cosa significa che non si può abusarne? E soprattutto chi concede l’autorizzazione a prescinderne per cause di forza maggiore? Trump? Netanyahu? Putin? Chi se non l’Onu può interpretare e limitare le regole del diritto internazionale? Il board of peace? Siamo in mano a nessuno e tutti, vale a dire il più forte, di volta in volta, può agire indisturbato accampando le sue più o meno pretestuose ragioni per violarlo.

È il caso di accertare che Roberta Metzola batte due a zero Giorgia Meloni in materia di cazzate internazionali. La seconda infatti ha avuto il buongusto di ammettere la propria preoccupazione per un contesto globale dominato da «una crisi del diritto internazionale», dandone però la primaria responsabilità all’aggressione russa all’Ucraina (sic!). Metzola è andata oltre, spingendosi a darne l’esclusiva colpa al regime tirannico iraniano. Pensiamo un attimo a tutti i regimi dittatoriale sparsi per il mondo: dovremmo, usando il criterio metzoliano, spazzarli via tutti usando le armi, ammazzando i loro premier, e mettendo a soqquadro il mondo intero. È pur vero che esiste la pace dei sepolcri, ma non illudiamoci di sostituirla con la guerra ai tiranni.

La politica internazionale non si fa con i se e i ma! Si fa rispettando le regole di convivenza pacifica ed intervenendo solo laddove le violazioni accertate giustificano un intervento diretto sotto la guida o almeno sotto il controllo e nei limiti fissati dagli organismi internazionali preposti.

La Costituzione italiana recita così: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

Sarà bene che Roberta Metzola legga la nostra Costituzione. Ripassi inoltre la recente storia europea. Il 22 marzo 2021 il Consiglio ha adottato una decisione che istituisce lo strumento europeo per la pace, uno strumento volto a consolidare la capacità dell’Unione di Prevenire i conflitti, costruire e preservare la pace, rafforzare la sicurezza e la stabilità internazionali.

In un’epoca caratterizzata da complesse minacce alla sicurezza, lo strumento europeo per la pace accresce la capacità dell’UE di fornire sicurezza ai suoi cittadini e ai suoi partner e massimizza l’impatto, l’efficacia e la sostenibilità dell’azione esterna globale dell’UE in materia di pace e sicurezza. L’EPF opera nel rispetto del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario.

Ammetto che non sia granché, ma sempre meglio delle farneticanti e “realpoliticanti” idee di chi forse farebbe meglio a presiedere l’assemblea condominiale preposta a gestire gli appartamenti in uso ai funzionari della Ue.