La fuffa suprema di offesa

Anziché fare riferimento alle notizie filtrate e riportate con la solita subdola viscidezza, ho preferito prendere in considerazione il testo ufficiale delle risultanze della riunione del Consiglio Supremo di Difesa, riportandone i passaggi, a mio giudizio, più significativi e commentandoli sulla base dei miei convincimenti e delle mie idee.

 

Il Consiglio ha constatato con preoccupazione che la crisi dell’ordine internazionale, incentrato sull’ONU, con la moltiplicazione delle iniziative unilaterali indebolisce il sistema multilaterale anche di fronte a sfide comuni come le effettive ragioni di sicurezza legate al rischio di realizzazione di armi nucleari da parte dell’Iran, quelle relative alla sicurezza di Israele e dei suoi cittadini, alla condanna del regime di Teheran e delle sue disumane repressioni. Nell’attuale contesto di instabilità – irresponsabilmente aperto dall’aggressione della Russia all’Ucraina – con le progressive lacerazioni della pacifica convivenza internazionale, l’indebolimento delle istituzioni multilaterali e le numerose violazioni del diritto internazionale, l’Italia è impegnata a ricercare e sostenere ogni sforzo che riporti in primo piano la via negoziale e diplomatica.

Basta la preoccupazione? NO! Quando si parte da questo atteggiamento vuol dire che si tende pregiudizialmente a lavarsene le mani. La crisi del multilateralismo non è una calamità naturale a cui rassegnarsi come sta facendo il governo italiano prestando attenzione ad iniziative di parte come l’istituzione del Board of Peace, ma continuando a rimanere legati allo stile multilaterale del dialogo aperto e del confronto leale. Non si può tenere i piedi in due paia di scarpe: la Costituzione italiana è chiara e non ammette infingimenti. Non esistono ragioni per l’unilateralità: sono tutti pretesti per fare i propri porci comodi.

Il comportamento della Russia non è la causa scatenante del disordine, ma semmai la conseguenza del disordine preesistente. Dov’è poi l’impegno dell’Italia sulla via negoziale e diplomatica? Parole, parole, parole…soltanto parole…parole fra noi…

 

Il Consiglio, nel pieno rispetto dell’Articolo 11 della Costituzione, esprime forte preoccupazione per il moltiplicarsi di conflitti, in particolare nell’area mediterranea e nel Medio Oriente, dove sono in gioco nostri interessi strategici vitali. Attacchi a civili, di cui troppo sovente sono vittime bambini come nel caso della strage della scuola di Minab, sono sempre inaccettabili. Il Consiglio sottolinea come l’estensione del conflitto ad opera dell’Iran rischia anche di aprire spazi a forme di guerra ibrida e a gravissime iniziative di organizzazioni terroristiche. Per l’insieme di queste ragioni l’Italia non partecipa e non prenderà parte alla guerra, come ha ribadito il Presidente del Consiglio in Parlamento.

Le preoccupazioni italiane sono ridicole e chiudono la stalla dopo che i buoi sono scappati. I buoi si chiamano rappresaglie, attacchi a civili, interventi del terrorismo, nuovi flussi migratori: cose risapute che bisognava considerare prima di immettersi nel tunnel bellico. Nessuna lamentela per essere stati tenuti totalmente all’oscuro?! Mancherebbe altro che l’Italia decidessi di partecipare alla guerra…

 

Il Consiglio ha preso atto favorevolmente che, con propria risoluzione, il Parlamento si è già espresso sulle richieste ricevute da parte dei Paesi amici ed alleati di assistenza nella loro difesa nonché sulla necessità che l’utilizzo delle infrastrutture militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi avvenga nel rispetto del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti che include fra l’altro attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico. Il Consiglio ha inoltre preso atto che eventuali richieste che dovessero eccedere il perimetro delle attività già disciplinate dagli accordi citati saranno sottoposte al Parlamento.

Non c’è accordo internazionale che tenga, per due motivi molto precisi: gli accordi vanno rispettati da tutte le parti nei tempi e nei modi e vanno interpretati e contestualizzati nell’attuale situazione internazionale. Non vedo motivo alcuno che possa indurre l’Italia a fornire aiuti di carattere militare, sotto qualsiasi forma, a chiunque venga coinvolto nel conflitto: si arrangino gli Usa e Israele. Hanno voluto questa guerra e se la sbrighino!

 

Il Consiglio ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa assunta dal Governo di operare insieme ai principali alleati europei, in particolare Francia, Germania e Regno Unito, per coordinare le iniziative sul piano della difesa degli interessi comuni e su quello più generale della sicurezza. Ciò anche in considerazione dell’allarme per i missili lanciati verso Cipro – territorio dell’Unione Europea – e verso la Turchia – territorio dell’Alleanza Atlantica – e intercettati dalle difese NATO nel Mediterraneo orientale nonché dei rischi che il conflitto in Iran sta producendo sul piano della sicurezza economica ed energetica, sia a livello nazionale che internazionale. Il Consiglio valuta gravi le azioni dell’Iran per ostacolare la libera navigazione nello Stretto di Hormuz.

Stiamo bene attenti a non cadere in trappola: l’ombrello della Nato deve proteggerci e non deve esporci a incalcolabili rischi di coinvolgimento nel conflitto. Da una parte gli Usa ci chiedono inesorabilmente un maggiore impegno per le armi a livello Nato e dall’altro ci trattano da servi sciocchi che si inchinano al volere dei padroni. Quanto al discorso economico ed energetico dovremo certamente farvi fronte con iniziative concordate a livello europeo. Dov’è però l’impegno dell’Italia nell’Unione europea? Non si è forse preferito l’asse di squilibrio con gli Usa rispetto all’asse di equilibrio con i partner europei? Non si sono forse parlati due linguaggi: uno con gli euroconvinti e uno con gli euroscettici? Parole, parole, parole…soltanto parole…parole fra noi…

 

Il Consiglio ha preso in esame con particolare attenzione anche la situazione in Libano e chiede a Israele di astenersi da reazioni spropositate alle comunque inaccettabili azioni di Hezbollah che hanno trascinato il Libano in un nuovo drammatico conflitto. Come sempre il prezzo più alto lo pagano le popolazioni civili, con numerose vittime e centinaia di migliaia di cittadini evacuati dal Sud del Libano e altrettanti dalle aree sciite di Beirut. Il Consiglio ritiene allarmanti le continue gravi violazioni della risoluzione n. 1701 del 2006 e il ripetersi di inammissibili attacchi da parte israeliana al contingente di UNIFIL, attualmente a guida italiana. Anche in relazione alle decisioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU di concludere la missione UNIFIL, resta ineludibile garantire la sicurezza della Linea Blu, favorendo l’incremento delle capacità delle Forze Armate Libanesi. Il Consiglio esprime condanna per l’aggressione ai militari italiani a Erbil in Iraq.

Israele ha da sempre tenuto un comportamento unilaterale, fregandosene altamente delle deliberazioni dell’Onu, continuando imperterrita ad occupare territori al di fuori della sua sovranità, superando tutti i limiti dell’ordine internazionale: la presidenza Trump è stata un vero e proprio definitivo placet nei confronti delle pretese israeliane. Ieri a Gaza, oggi è la volta del Libano: Gaza diventerà un mega resort senza palestinesi, il Libano un’oasi di benessere senza Libanesi. E noi continuiamo a bere le giustificazioni inerenti Hamas ed Ezbollah. Non solo, ma addirittura veniamo presi regolarmente per i fondelli a causa dei nostri impegni militari varati dall’Onu. Ma come si permettono questi signori israeliani di fare il buono e il cattivo tempo? Qualcuno prima o poi glielo dovrà pur dire apertamente.

 

Concludendo grande irritazione per la fuffa emergente dal Consiglio Supremo di Difesa (una mera ratifica dell’operato governativo), notevole delusione per l’opera apparentemente insignificante del Presidente della Repubblica (a quando tirare fuori i cosiddetti… se non ora, mai…), enorme sconforto per un mondo che non lascia intravedere nemmeno un filo di speranza (bisogna cercarla altrove…).