Maga Maghella, Maga Magà il futuro italiano rovinerà

La premier Meloni ha fatto sapere che l’Italia interverrà al Board of peace , la cui prima riunione si terrà a Washington il 19 febbraio, con l’ambigua formula della partecipazione “da osservatore”: senza rivestire, quindi, un ruolo attivo.

Si tratta di un vero e proprio “barbatrucco”. Peraltro, per diretta ammissione della premier, “è una buona soluzione rispetto al problema che chiaramente abbiamo della compatibilità anche costituzionale con l’adesione al Board of Peace”. Tradotto: se abbiamo un problema con la Costituzione, aggiriamola (che, in tempi di campagna referendaria, è un formidabile autogol).

Il riferimento è all’art. 11 Cost., che afferma che l’Italia “consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”. Il dubbio che il Board of peace non risponda a questi requisiti è più che fondato, perché, secondo il punto 10 del Piano di pace di Trump, “questo organismo gestirà i finanziamenti per la ricostruzione di Gaza”; i Padri Costituenti, invece, mentre scrivevano l’art. 11, non avevano affatto in mente un comitato di affari, ma un’organizzazione internazionale che promuovesse la pace (tipo l’Onu). (“Il Fatto Quotidiano” – Roberto Celante)

Senza essere un costituzionalista mi pongo due questioni.

Prima: nella scelta del governo non c’è una violazione sostanziale della Costituzione che viene apertamente aggirata? Cosa andiamo a osservare? Non si tratta di un escamotage inventato dall’ignobile connubio Trump-Meloni per tenere in gioco l’Italia a livello di strategia politica americana? Non è forse un modo per aggirare anche i trattati europei tenendo i piedi in due paia di scarpe?

Seconda: il Presidente della Repubblica non dovrebbe intervenire quale garante del rispetto della Costituzione, come del resto ha già fatto in prima battuta? Qui il galateo istituzionale va a farsi friggere! Bisogna dire apertamente che l’atteggiamento del governo non è in linea con la Carta Costituzionale e chi, meglio di Mattarella, lo può affermare.

Il Parlamento si è duramente spaccato sull’argomento, sono volate parole grosse

Tanto per cominciare, come puntualizza, Davide Faraone, andare a Washington in qualità di «guardoni» non garantisce a Roma un ruolo da protagonista. E poi, attacca Riccardo Ricciardi del M5S, accettare l’invito di Trump significa «delegittimare tutti gli organismi internazionali» e portare il disegno della destra internazionale «da Minneapolis a Gaza». Per Elly Schlein l’esecutivo è divenuto il «cavallo di Troia» del presidente americano in Europa, con l’obiettivo di «frenare il salto in avanti di integrazione necessaria alla sopravvivenza dell’Unione» e l’aggravante di voler «aggirare la Costituzione». Riccardo Magi di Più Europa è il più caustico, quando accusa il Governo di «scodinzolare davanti a Trump». (“Avvenire” – Matteo Marcelli)

L’adesione al Patto Atlantico fu a suo tempo una decisione sofferta e contrastata. Giusta più per necessità che per virtù. Ciò non impedì la nascita del neoatlantismo, un orientamento della politica estera italiana, sviluppatosi nella seconda metà degli anni ’50, che manteneva la fedeltà alla NATO (atlantismo) ma cercava una maggiore autonomia, puntando a un ruolo attivo nel Mediterraneo e nel Medio Oriente. Promosso da settori della Democrazia Cristiana (Fanfani, La Pira, Gronchi) e sostenuto da Enrico Mattei, mirava a superare il colonialismo europeo, dialogando con i paesi arabi e emergenti.

Oggi stiamo assistendo alla subdola adesione a un disegno che potremmo definire antiatlantismo – altro che neo-atlantismo…- che si accoda supinamente allo spadroneggiamento trumpiano.

La situazione è dunque questa: un Governo che viola sostanzialmente la Costituzione, un Parlamento spaccato, una politica estera nel segno dell’equivoca discontinuità, un’Italia che la “maghella” vuol rendere di nuovo grande (ci aveva già provato Mussolini a rendere grande l’italietta…abbiamo visto come è andata a finire…), un governo che, guard(on)ando Trump, si va a mettere insieme ai governi peggiori del pianeta, una sinistra che prova a farsi sentire ma non ci riesce, la gente che non ha alcuna intenzione di scendere in piazza, un Presidente della Repubblica che fa quel che può ma che forse dovrebbe fare qualcosa di più.

Pensierino atrocemente dubbioso della notte politica: tra le tante porcate del governo (referendum dell’ingiustizia, adesione al board of hospice per i palestinesi accompagnati a una dolce morte, mancanza di attenzione ad una sanità ridotta a pezzi, etc.), se ci fosse un minimo di proposta politica da sinistra, gli italiani manderebbero a casa questa destra, sempre più destra e maldestra, con un calcio in culo?