Le illusioni ‘cacca e piscia’

La narrazione che va purtroppo per la maggiore mette in positiva correlazione la prepotenza trumpiana con i risultati a cui sembra portare: la tregua a Gaza, il cessate il fuoco per il freddo in Ucraina, la liberazione dei prigionieri politici in Venezuela, le proteste contro il regime iraniano. Si fa strada un perfido ragionamento di questo tipo: la prepotenza paga, per ottenere qualcosa bisogna minacciare, ricattare, intervenire duramente, al limite anche usare la violenza, instaurare un clima di paura e di scontro.

Innanzitutto sul piano concreto i risultati di cui sopra appaiono oltre modo illusori, propagandistici e meramente precari. A Gaza si continua a morire (500 palestinesi dopo la tregua), in Ucraina tra qualche giorno si riprenderà a morire, in Venezuela la democrazia è lungi dal tornare a vigere (se bastasse l’arresto di Maduro…), in Iran il regime sta massacrando i ribelli mentre Trump, dopo essersi eretto a loro incitante difensore, sta temporeggiando (intervengo o non intervengo), preoccupato più del conseguente cataclisma petrolifero che della libertà delle donne iraniane.

Ammettiamo pure che, per dirla con un detto parmigiano, putost che nient è mej putost, ma non vedo quale sia il filo strategico rispetto a queste bullistiche tattichette se non quello di perseguire e consolidare una spartizione del mondo in base alla legge del più forte.

E allora l’Ucraina diventa il tavolo su cui giocare a dadi con Putin, la Palestina diventa il terreno su cui scherzare con Netanyahu, il Venezuela un diversivo per l’accaparramento delle fonti energetiche, l’Iran il demonio su cui scaricare tutte le colpe e con cui mettere in crisi le sempre più ingombranti mire cinesi.

Se questa è una politica interessante da assecondare e rispettare…

Ricordo i rari colloqui tra i miei genitori in materia politica: tra mio padre antifascista a livello culturale prima e più che a livello politico e mia madre, donna pragmatica, generosa all’inverosimile, tollerante con tutti. «Al Duce, diceva mia madre con una certa simpatica superficialità, l’à fat anca dil cozi giusti…». «Lasemma stär, rispondeva mio padre dall’alto del suo antifascismo, quand la pianta l’é maläda in-t-il ravizi a ghé pòch da fär…». Poi si lasciava andare a sintetizzare la parabola storica di Benito Mussolini, usando questa colorita immagine: «L’ à pisè cóntra vént…».

Aspetto con ansia lo spirare di questo vento della verità. Quanto tempo e quanti morti occorreranno per scoprire le pisciate di Trump? Per ora siamo alle prese con le cagate mediatiche di supporto e con le omertose scorregge politiche (quelle italiane sono per me le più insopportabili).

La società corrotta “spuzza” disse con grande incisività maccheronica papa Francesco. Mi permetto di parafrasarlo: la strategia di Trump “spuzza”.  La puzza è grande, ma non tutti la percepiscono. I deodoranti sono potenti, ma prima o poi la fogna verrà allo scoperto… e le illusioni finiranno.