L’accordo tra Unione Europea e Stati Uniti sui dazi è stato raggiunto: la tariffa base per l’Ue sarà del 15% e non del 30%, come minacciato precedentemente da Washington. Ma l’Europa dovrà acquistare dagli Usa 750 miliardi di dollari di energia. Oltre a “un’enorme” – anche se ancora non precisata – quantità di armi. Rimane tutto invariato per quanto riguarda gli scambi commerciali di acciaio e alluminio, per i quali i dazi sono confermati al 50%. “Considero positivo che ci sia un accordo, ma se non vedo i dettagli non sono in grado di giudicare al meglio”, ha commentato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Le opposizioni, dal Pd ai 5 stelle, attaccano l’intesa: “Doveva essere zero a zero sui dazi, invece Ursula e la pontiera Meloni rimediano una disfatta bella e buona”. (da “Il Fatto Quotidiano”)
Al solo pensarci mi vengono i brividi. Abbiamo trattato sui dazi e il compromesso lo abbiamo ottenuto con l’acquisto di armi: roba da matti! Meglio mettere in crisi le imprese o creare i presupposti per ulteriori guerre? Questo il dubbio amletico proveniente dall’incontro fra un pazzo criminale e una sciocchina qualsiasi.
Se questa è la politica, meglio lasciar perdere, meglio un “laissez faire” globale. Nel ’68 credevo che tutto fosse politica, oggi mi devo ricredere perché la politica non conta niente, contano le armi e gli sporchi affari che si costruiscono su di esse. Comincio a diventare un qualunquista politico o un demagogo etico? A chi mi legge l’ardua sentenza…
Non merito non aggiungo niente, Trump e Von der Leyen hanno già detto tutto. Faccio volentieri a meno di conoscere i dettagli, per non angosciarmi ulteriormente. Li lascio alla valutazione della sciocchina nostrana.